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GM J. Ta Nutri
Mission: 1 — The curse of USS Cassiopea
 Stardate 9907.15
Diario di Missione

Mio caro dolce Benton, eccomi a te! Lo so, è passato molto tempo dalla mia ultima lettera, ma il lavoro a bordo di una nave stellare non finisce mai. Finalmente ho potuto scambiare quattro chiacchiere in privato con il Capitano... beh, a dire la verità, ha parlato sempre lui! La sua agenda era piena di appuntamenti, dunque poteva dedicarmi solo pochi minuti, ha esordito con queste parole:
"Dopo aver letto il suo curriculum, in particolare le valutazioni di Vinsar, ho molti dubbi riguardo la sua assegnazione!".
Puoi immaginarti come mi sono sentita! Già mi vedevo inchiodata ad una scrivania, assegnata a servizi sedentari, ma per fortuna l'Afrodite era ormai di partenza, e non c'era più tempo per trovare un sostituto. Per chiudere in bellezza la nostra fulminea chiacchierata ho dovuto inventare una scusa per giustificare il mio ritardo al Bacino Spaziale: ho detto che ero malata: d'accordo, non sono stata originale però mica potevo dirgli che ho preferito allungare la nostra romantica vacanza a Strasburgo!
Comunque, durante il primo mese di navigazione, ho lavorato sodo per guadagnarmi la fiducia del Capitano ed il rispetto dei miei subordinati. Alla fine, tanto lavoro (non ridere ma dovevo lavorare anche venti ore a turno) è stato premiato: Alighieri si è complimentato con me ed il resto della sezione per la nostra "dedizione"! Capirai, fra la manutenzione ordinaria della nave e la riparazione di vecchie boe di segnalazione eravamo sempre in servizio!
Adesso arriva il bello: dopo un mese di noiosissima routine ci viene affidata la prima vera missione da Stark. Il nostro compito era individuare il relitto della Cassiopea, una nave federale abbandonata, e recuperare dei preziosissimi manufatti alieni conservati nella sua stiva. Magnanimamente, Stark ci ha concesso pure due giorni di licenza per ricaricare le batterie, ovviamente si è colta l'occasione al volo e ci siamo fiondati sul vicino Disney Planet. Ho comprato lì la graziosa serie di pupazzi Disney che ti ho spedito (a proposito, sono arrivati?), qui sul mio letto campeggia un mega pupazzo di Paperino!

Tornando alle cose serie: finiti i due giorni di licenza, siamo tornati alla dura realtà. Come prima cosa ho iniziato un test diagnostico sul Ponte Ologrammi per individuare il guasto che lo rendeva inoperativo da giorni. Il mio vice, Joseph Castell, provava a rendersi utile, ma il suo fastidioso raffreddore non gli dava tregua. Provai a consigliargli una cura a base di propoli e latte con miele, ma il coraggioso Castell preferiva i moderni preparati di T'Mik. Per tagliare corto, si è fiondato in Infermeria adducendo come scusa un'emicrania cefalica. Contento lui, contenti tutti si dice, io continuo a sostenere che qualche goccia di propoli vale più di una hypospray...
Appena un istante dopo la fuga di Castell, scattò l'allarme rosso; arrivata in Plancia vedo sullo schermo una nave ferengi che continua a spararci contro senza mai colpirci. Una rapida analisi dello scafo rivelò che molti dei loro sistemi, incluso quello di comunicazione, erano fuori uso. Osservando le continue bordate dei Ferengi, Renzi, l'Ufficiale Scientifico, notò che sparavano in sequenza come se cercassero un modo per comunicare. Beh, aveva ragione: i ferengi stavano usando i phaser come segnalatori per chiedere il nostro aiuto. Alighieri rispose usando le luci di navigazione, avrebbe fatto teletrasportare una squadra di sbarco al comando del Numero Uno, Frruuu, il cui compito era riparare, laddove fosse possibile, le avarie ai sistemi. L'Afrodite, nel frattempo, avrebbe continuato le ricerche della Cassiopea. Forse il Capitano aveva dei sospetti sui ferengi, in fondo quei nanerottoli sono disposti a tutto pur di guadagnare e trovarli così, per caso, vicini all'ultima posizione nota della Cassiopea, sembrava una strana, molto strana, coincidenza. Già, se avessero venduto quei manufatti al mercato nero avrebbero incassato una vera fortuna! Per fare prima, lanciammo una sonda in modo da ampliare il raggio dei sensori; l'idea si rivelò molto utile all'inizio, tant'è vero che dopo pochi minuti rintracciammo nave e reperti: missione compiuta... in parte, perché dovevamo ancora recuperare il Primo Ufficiale ed il resto della squadra. Purtroppo, mentre tornavamo ad affiancarci alla nave ferengi, iniziarono a manifestarsi i primi guasti: mi trovavo ancora in Plancia quando la mia consolle fu inondata di segnalazioni da tutti i ponti. Da principio si trattava di cose banali come porte bloccate o replicatori che sbagliavano le ordinazioni, poi anche la curvatura ed il sistema di navigazione iniziarono a fare le bizze. Mi recai immediatamente in Sala Macchine per riattivare la curvatura e rimettere in linea il timone, ma non ci fu niente da fare. A complicare le cose, sul mio display, invece delle specifiche del motore, apparivano holofoto di famiglia! In pratica il computer interpretava male ogni comando, smistando i dati a casaccio, figurati che il rapporto delle armi fu inviato in Infermeria.

In Plancia, il Capitano dava chiari segni d'impazienza, farfugliando qualcosa a proposito di una Nebula (come ci siamo entrati non l'ho capito, quando ci siamo entrati lo so: è stato nell'istante in cui scaraventavo Von Bila contro la paratia), all'ennesimo "Signore, non so che succede" Alighieri andò su tutte le furie. Accidenti se strillava! In tutta coscienza, lo capisco.
Il ferito portato a bordo della squadra era uno scienziato ferengi che voleva fregarci le anticaglie aliene; il computer di bordo stava per saltare ed eravamo ancora bloccati nella Nebula. Che cosa era successo? Semplice: i ferengi erano venuti a conoscenza del prezioso carico della Cassiopea, ed ovviamente avevano tentato di rubarlo. Purtroppo per loro, il computer della Cassiopea conteneva un micidiale virus informatico risvegliato dalla approfondita analisi dei ferengi. Prima che se ne rendessero conto, l'80% dei sistemi di bordo era fuori uso e si trovarono a vagare nello spazio. L'arrivo dell'Afrodite è sembrata una buona occasione allo scienziato per entrare in possesso di quel dannato vecchiume. Il piano era semplice: fingersi ferito, farsi trasportare a bordo, quindi completare l'opera. Non aveva messo in conto che il virus infettasse anche i nostri sistemi e che dopotutto non siamo cosi scemi.

Come testimonia questa lettera, siamo riusciti ad aggirare il virus prima che la nave saltasse in aria, merito della sezione scientifica. Quanto a noi poveri tecnici, abbiamo sudato sangue nel tentativo di arginare i danni ed evitare il disastro... tranne la deficiente di turno, Anghe Von Bila, che in tutto questo casino si è preoccupata unicamente di terminare la riparazione del Ponte Ologrammi! Avessi visto con che soddisfazione mi ha comunicato che:
"Ora il Ponte Ologrammi funziona a meraviglia."
L'ho scaraventata contro la paratia per farle capire che idiota fosse, proprio mentre il Capitano annunciava che l'Afrodite, inseguita dai Ferengi trasformatisi in guerrieri, era entrata nella Nebula. Ciliegina finale: il gatto del Capitano, Geppo, ha scambiato il frutto di tanto lavoro per un giocattolo! T'Mik e Van Bajark hanno sudato sette camicie per salvare le preziose anticaglie, che, con un simbolismo predadaista, raffigurano dei gomitoli di lana, dalla furia del gatto.
La mia sezione ha vinto pure un torneo di scacchi! Ora sì che posso godermi il Nutella Party. Uhm, dimenticavo: al Disney Planet Da Nee ha comprato un biglietto di una lotteria ferengi, ed ha vinto il secondo premio: Nutella di vero cioccolato, a tonnellate! Wow, il lavoro di un Ufficiale della Flotta è proprio mitico!

Ora vado, inizia il mio turno. Mi raccomando, Benny, scrivimi presto... e fai buona guardia ai miei pupazzi.



GM Jidtzia Ta Nutri
CEO
USS Afrodite NCC-1863

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