Tutti sanno che la resistenza del popolo vulcaniano allo stress e alla fatica è superiore a quella di
qualsiasi altra specie
senziente della galassia (sono ancora in corso studi sui Borg), tuttavia, dopo i recenti avvenimenti
sull'Afrodite, era
il momento che le risorse quasi illimitate dei Vulcan di bordo venissero ricaricate con un salutare periodo di
licenza.
Dal momento che eravamo sulla Terra avevo scelto un posto che si avvicinava di molto alle condizioni
climatiche di Vulcano,
il deserto del Sahara. Ignoravo che anche il capitano e il suo primo ufficiale avessero fatto la stessa
scelta, forse cercavano
un luogo adatto per guardare le stelle insieme, Capitan Beppe sa essere un tale romantico, quando
vuole...
Naturalmente la licenza sarebbe continuata tranquilla così, loro a bisbigliarsi parole romantiche al chiaro di
luna,
io a godermi il caldo del deserto tenendomi a debita distanza (anche perché voci di corridoio sostenevano che
avessero avuto
un diverbio per via di una danzatrice) se non fosse successo un imprevisto: una comunicazione da Frruuu che mi
ordinava
di tornare a bordo e di richiamare tutti i membri dell'Infermeria nel più breve tempo possibile e quando il
primo ufficiale
dice il più breve tempo possibile, ciò significa che il Capitano intendeva... ieri. Eseguo subito l'ordine e
mi teletrasporto
a bordo. Dopo qualche minuto cominciano ad arrivare gli altri, Ernestina sta già urlando:
- Sabbia! Questa è sabbia!
- Mi congratulo per la sua deduzione logica, Ernestina.
- Logica... logica, ne ho abbastanza di tutta 'sta logica!
- Peccato - proseguo imperturbabile - che la sua logica sia offuscata da questa emotività a dir poco...
Lei mi interrompe: "Ora insozzerà tutta la nave!!!"
- No - replico - le tracce saranno visibili solo nello 0.75% dell'astronave, cioè il tragitto da qui
all'Iinfermeria.
A questo punto interrompo la nostra amabile conversazione, prima che prenda una piega troppo violenta e mi
dirigo in infermeria.
Ma Ernestina mi segue brandendo un paio di pattine e mi urla di indossare almeno quelle. Figuriamoci. Io con
le pattine.
Non sono mica incluse nell'uniforme standard. Eccomi finalmente in infermeria, ci sono quasi tutti: Robert,
Carter, Capui,
manca Vanian che ha ricevuto ordini diversi dalla flotta e naturalmente Adams è in ritardo, se non arriva nel
giro dei prossimi
secondi il Capitano lo spellerà vivo.
Il Capitano ci informa che siamo pronti per la partenza. Comunico che il dottor Adams è ancora assente, ma non
c'è tempo
per aspettarlo, e, come tutti sanno, il bene di molti... e quindi si parte, il fiero grido del capitano
risuona per tutti
i ponti: 'nnamooo!. Rieccomi alle prese con i soliti problemi di routine in infermeria. Cerco di richiamare
sul computer
la registrazione dell'ultimo teletrasporto compiuto da Adams, ma il computer risponde 'File non trovato'. È
strano, non vorrei
che ci fossero delle interferenze, il che sembra abbastanza probabile, purtroppo. Mi avvio in plancia,
accompagnata
dall'Infermiere Capui, per informare personalmente il Capitano, non vorrei che le interferenze si estendessero
anche ai sistemi
di comunicazione interna, anche se non sembra questo il caso.
Nel frattempo, il capitano ci informa della nuova missione e ci porge i complimenti del presidente della
Federazione per
l'ottimo lavoro svolto con i Sergiss. Mentre proseguiamo sulla nostra rotta, De Niro urla:
- Capitano, una nebula! - Tutti si avvicinano per vedere:
- La prego capitano!
- Sì, Capitano, un'occhiatina veloce...
- Non lo saprà nessuno... - Ma il Capitano è irremovibile:
- Mi dispiace, ciurma. So quanto amate le Nebule, ma questa volta è proprio fuori percorso... Sarà per la
prossima!
L'atmosfera di delusione che serpeggia sulla plancia viene presto sostituita dalla sorpresa per il
materializzarsi di un essere
bavoso che a momenti si 'spiaccica' contro il capitano. È un simbionte Trill che da poco ha aperto una
parrucchieria a bordo,
proprio accanto alla pizzeria. Marek lo guarda con desiderio e non appena il simbionte sparisce così come era
apparso, mi
informa di esserne innamorato. Capui, infatti che è in parte Trill ha sempre desiderato essere impiantato con
un sembionte,
ma purtroppo è stato scartato dal programma. Ci mancava anche questa: innamorarsi di un essere che ha appena
detto che non
intende farsi impiantare... E io che credevo che l'Infermeria fosse l'ambiente più logico dell'astronave...
Consiglio a Marek
di passare la prossima franchigia su Vulcano. Ma lui con lo sguardo sognante replica:
- Sì, ho sempre sognato una luna di miele in un posto esotico come il monte Seleya!
È proprio un caso disperato. Torniamo in Infermeria, abbiamo del lavoro da svolgere e inoltre Marek ha proprio
bisogno di distrarsi.
Proprio in quel momento vengo informata di un piccolo incidente nel quale è rimasto coinvolto Boregh: sembra
che abbia sbattuto
la schiena cadendo dalla sua sedia. Dal momento che Marek Capui ha bisogno di tenersi occupato per dimenticare
le sue delusioni
d'amore lo mando a controllare. Non sembra niente di serio, ma Boregh, che come ogni Klingon è incapace di
soffrire in silenzio,
sta facendo tremare le paratie, Capui mi contatta dalla plancia:
- Dottoressa, Boregh non si fa toccare. Dice che non è onorevole per un klingon.
- Gli dica di tenersi il mal di schiena, allora.
- Ci ho provato, ma ha ricominciato a urlare e il Capitano si sta arrabbiando sul serio!
Tutto ciò è davvero incredibile. È richiesto il mio intervento logico per il riottoso paziente. In qualche
minuto raggiungo la plancia.
Mi avvicino a Boregh e senza troppi complimenti gli urlo:
- O si fa fare un hypospray da Capui o la ricovero in Infermeria e la faccio riassegare alla pulizia dei
servizi igienici!
Come sospettavo, la logica funziona sempre, anche con le razze che ne sono totalmente prive come i klingon,
per cui Boregh si
sottomette in silenzio. Dovrebbero insegnare le discipline del Kolinar anche all'Accademia, sarebbero molto
utili. A questo punto
io e il mio infermiere raccogliamo Boregh per portarlo in infermeria. Peter gli darà il cambio.
A breve arrivano le brutte notizie. Un comunicato riesce a superare le interferenze: il dottor Adams è
deceduto. È la prima volta
che ci troviamo di fronte alla morte di un nostro compagno. Informo il capitano. Tutto l'equipaggio è
scioccato, certo, non è morto
durante una missione, ma era pur sempre una persona che aveva condiviso con noi un lungo viaggio... ma la
missione deve andare avanti.
Siamo arrivati nei pressi del pianeta probabile fonte delle interferenze. Viene convocata la squadra di
sbarco, tocca a Robert
sbarcare. Io resto in infermeria, cerco ancora di ottenere dalla base notizie meno frammentarie sull'incidente
occorso ad Adams.
In fondo mi sento responsabile, so che non è logico, ma era pur sempre sotto il mio comando. Le interferenze
purtroppo persistono.
Nel frattempo Robert mi contatta dal pianeta, richiedendo un teletrasporto d'emergenza per un ferito.
Purtroppo il teletrasporto
non funziona correttamente, e gli suggerisco di provare ad improvvisare. Per fortuna da piccolo ha letto il
Manuale delle Giovani
Marmotte Spaziali e ora se la cava piuttosto bene con le medicazioni non convenzionali. Dopo un po'
fortunatamente il teletrasporto
viene riparato e la squadra riesce a tornare sana e salva a bordo. Esaminiamo il guardiamarina Rogers con le
attrezzature dell'Infermeria e constatiamo che con qualche giorno di riposo sarà guarito.
Ora che la missione sul pianeta si è conclusa. C'è un rituale al quale tutti dobbiamo partecipare. Riuniti in
sala ologrammi,
ascoltiamo il discorso con il quale il capitano rende onore al nostro compagno scomparso. Come gli altri alzo
il mio boccale di
birra alla memoria di Douglas Noël Adams. Se il suo katra esiste ancora in qualche forma da qualche parte che
possa raggiungere
la pace e la prosperità. Addio e grazie di tutte le risate.
GM T'Mik
CMO
USS Afrodite NCC-1863