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GM R. VAN BAJARK
Mission: 1 — The curse of USS Cassiopea
 Stardate 9907.15
Prologo

Appena salito a bordo di quella che sarà la MIA nave per cinque anni, sentii dentro di me uno strano sentimento, riconducibile probabilmente a quella parte del mio genoma che è umana. La nave, di classe MIRANDA, ha recentemente subito una ristrutturazione degli interni che ora sono di colore soft; gli esterni della nave si presentano un po' consumati dal tempo. Nell'avviarmi verso l'Infermeria, incontrai un essere, con i capelli corvini, la pelle di colore scuro, con due corna: secondo il database federale che avevo consultato prima di imbarcarmi, si trattava del Sten. Giuseppe Alighieri, il Capitano assegnato a questa nave; la sua razza, appena riconosciuta dalla Federazione, è probabilmente la più affascinante che ci sia sul pianeta Terra. Il capitano che emanava un fortissimo odore (doveva essere di aglio probabilmente), si allontanò velocemente senza badare minimamente a me. Arrivato a quello che doveva essere il mio posto di lavoro, trovai un infermeria totalmente diversa da quelle nelle quali mi ero esercitato all'Accademia di Vulcano; questa era decisamente più piccola, non mancava nulla, naturalmente, tranne lo spazio a cui ero abituato. Seduta ad una postazione, intenta a tarare gli strumenti diagnostici, si trovava una vulcaniana che riconobbi come il GM T'Mik, il mio Capo Sezione. Essendo io un mezzo vulcaniano, ho deciso di controllare il più possibile le mie emozioni, per evitare di far brutta figura con lei.

Diario di Missione

Sono passati alcuni mesi dalla nostra partenza dalla base spaziale McHinley. Mentre ero intento ad analizzare una coltura di alghe provenienti dal pianeta Bolarus IV, un suono distolse la mia attenzione dalla fase replicativa di questi microorganismi, si trattava del computer dell'Infermeria, qualcuno aveva attivato l'allarme giallo. Mi voltai verso T'Mik e le chiesi cosa fosse successo, mi rispose che mentre cercava di sintetizzare una medicina idonea contro i brufoli che erano comparsi su quasi tutti i membri dell'equipaggio, alcune provette contenenti Clostridium Perfrigens (isolato su alcuni alimenti mal replicati), erano state rovesciate all'interno del sintetizzatore medico dalla signora Ernestina Scramiglio. Questo incidente aveva fatto ridurre il ritmo lavorativo che era stato prefissato all'inizio del turno; la dottoressa T'Mik aveva preteso che tutto il lavoro lasciato indietro venisse ultimato al più presto, questo per riuscire ad ultimare gli obiettivi prefissati nell'arco della giornata, ma il personale, nonostante si adoperasse al massimo per ultimare il lavoro, non sarebbe mai riuscito a terminare tutto entro la fine del turno. Mentre si discuteva su quale esperimento ultimare, le porte dell'Infermeria si aprirono ed entrò il Guardiamarina Castell, che aveva tutti i sintomi di un raffreddore. La Dottoressa decise di ricoverarlo e dettò al computer principale che il ricovero del GM Castell era stato effettuato alle ore 13.13 e 13 secondi. Improvvisamente uno scossone per poco non fece cadere delle provette che erano poste su di una consolle medica; chiesi subito al computer cosa fosse successo e la risposta fu che una nave nemica ci sparava contro. più tardi il Capitano Alighieri chiamò in infermeria e disse che un medico doveva essere disponibile per andare su una nave ferengi a visitare uno ferito; T'Mik mi chiese se potevo andare io perché lei era molto indaffarata nel tentare di sintetizzare il farmaco contro i brufoli. Dopo aver accettato di buon grado, uscii dall'Infermeria e mi recai verso la sala Teletrasporto 2 dove avrei incontrato gli altri componenti della squadra di sbarco; quest'ultima era eterogenea, si passava da una Horta, ad un Vulcaniano; insieme a noi c'erano il Vice Capo Sicurezza con tre dei suoi. La nave sulla quale fummo teletrasportati si chiamava Deposit, si trovava in condizioni alquanto precarie e le strumentazioni erano quasi tutte fuori uso; fui accompagnato da un Ferengi TROPPO ossequioso in una stanzetta rettangolare che doveva essere l'Infermeria della nave, le condizioni di quest'ultima erano, se possibile, ancora più disastrate di tutto il resto della Deposit. Gli strumenti medici erano obsoleti, non tarati e per giunta mal funzionanti, le apparecchiature per la sterilizzazione erano così vecchie che dubitai funzionassero ed infine, i pannelli scientifici e del computer non funzionavano per niente. Su di un letto, in questa specie di infermeria, si trovava un ferengi di circa 30 anni terrestri, respirava affannosamente e non riusciva a camminare. Secondo i miei insegnanti all'Accademia, bisognava essere sempre malfidati con i ferengi, perché la loro è una razza capace di tutto per arrivare ad un profitto, ma questo ferengi era veramente malato secondo il mio parere. Ad un primo esame, la temperatura era elevata, il paziente sudava eccessivamente, la pelle era divenuta più pallida, decisi di portarlo a bordo appena la nave fosse stata di ritorno. Venni chiamato attraverso il comunicatore: uno degli uomini della Sicurezza era rimasto ferito, io, purtroppo, non riuscii ad individuare dove il ferito fosse, a causa della parlantina sovreccitata del ferengi che mi accompagnava. Dopo circa due ore fummo avvertiti che l'Afrodite era ritornata, così il ferengi, io e la squadra di sbarco tornammo a bordo. Nuovamente in Infermeria, con la dottoressa T'Mik che aveva appena trovato nel preparato n.1083 la famosa medicina contro i brufoli, e lo scienziato ferengi che si trovava su di un lettino diagnostico. Ad un tratto successe l'imprevedibile: le porte si aprirono ed entrò una donna, coperta da un ridicolo pezzo di stoffa chiamato grembiule, trascinava un secchio di acqua sporca ed un antico spazzolone; si presentò come Ernestina Scramiglio, addetta alle pulizie della nave. A questa risposta T'Mik ed io ci guardammo, non riuscendo a capire quale logica ci fosse nell'avere una "donna delle pulizie" a bordo. La signora ci rispose, come se ci avesse letto nel pensiero: "Beh, io non mi fido di queste navi moderne piene di sozzerie, per questo lavo da me!" (la traduzione da un dialetto è stata fatta dal computer simultaneamente). Ma il bello, come si direbbe sulla Terra, doveva ancora venire; nel tentare di uscire, le porte dell'Infermeria risultarono bloccate, per nostra fortuna, il GM Field, si trovava con noi per fare delle analisi e grazie al suo aiuto, furono riparate le porte proprio prima che la signora Ernestina potesse combinare qualche guaio con i suoi vecchi strofinacci. Durante le fasi di riparazione, lo scienziato ferengi tentò di alzarsi per poter uscire indisturbato e raggiungere la sezione scientifica dove il GM Da Nee stava studiando i preziosissimi manufatti alieni. La dottoressa T'Mik, grazie all'innata velocità vulcaniana, riuscì in un solo balzo ad arrivare al ferengi ed a bloccarlo. Scoprimmo subito dopo che aveva inghiottito una miscela acida che gli aveva provocato i sintomi, i quali mi avevano indotto nell'errore di assecondare i suoi piani. Consegnai personalmente il finto malato nelle mani degli ufficiali della sicurezza, dopo di che tornai al mio posto di lavoro. La dottoressa T'Mik riuscì a finire di sintetizzare il preparato contro i brufoli, e, dato il cattivo sapore di quest'ultimo, insieme a me, decide di farlo replicare dentro il cibo di tutto l'equipaggio. Proprio mentre il turno di lavoro ordinario sembrava avviarsi alla conclusione senza ulteriori problemi, il computer, affetto dal virus GATES, manda in tilt tutte le postazioni e le sezioni della nave; solamente le consolle mediche sono funzionanti. Il personale della sezione tecnica decide allora di bypassare tutti i sistemi principali attraverso le postazioni di medicina, creando non pochi fastidi al lavoro del nostro personale. Intanto che tutto ciò avveniva, lo scienziato ferengi ci venne riconsegnato da un addetto della sicurezza, poiché si era sentito male; giusto il tempo che la guardia se ne andasse e il ferengi nuovamente tentò di fuggire, riuscendovi queste volta. All'inseguimento fu mandato l'Infermiere Capui mentre io mi lamentavo di ciò che stava accadendo con il capo della sicurezza Rael. Sempre intenti nel nostro lavoro, io e la dottoressa T'Mik, fummo mandati, (poiché unici Vulcan a bordo ad aver conesguito la Laurea in "Psicologia delle Razze") a parlare con Geppo, lo Stregatto del capitano, per convincerlo che era illogico giocare con gli antichissimi manufatti alieni; il tentativo non riuscì poiché essendo Geppo uno Stregatto, era del tutto o quasi privo di logica.



GM Robert Van Bajark
XMO
USS Afrodite NCC-1863

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