Cara Grande Madre, approfitto di un momento di calma per scriverti gli ultimi avvenimenti. Come ricorderai, abbiamo arrestato un ferengi sospettato di sabotaggio, trovato degli antichi manufatti a forma di gomitoli e festeggiato a colpi di nutella. Due incoscienti hanno chiesto il permesso al mio Beppino di... stenterai a crederlo, sposarsi! Naturalmente Beppe si è rifiutato sdegnoso di celebrare una simile empietà sulla SUA nave: ha tenuto un discorsetto ai due circa i vantaggi di una coabitazione more uxorio e del divertimento nell'essere dei pubblici concubini, per non parlare della mancanza di sensi di colpa durante le orge. Ha usato il meglio della sua arte oratoria ma i promessi sposi si sono allontanati con un'aria alquanto perplessa: il mio Beppe non sempre viene capito. Anch'io talvolta vengo fraintesa: non posso dimostrare un poco di solidarietà femminile senza che questa venga presa per un subdolo interesse. Stavo tornando nel mio alloggio quando ho trovato lungo un corridoio Eva Brown, la moglie di Adam Smith che singhiozzava. Adam Smith è un membro del mio equipaggio che si dà molto da fare con ogni essere vivente che possa in qualche modo ricordare una donna. La moglie, ben sapendo di questo suo hobby, ha la malaugurata mania di presentarsi a sorpresa nei momenti meno opportuni, risultato: finisce singhiozzante sulle prime spalle comprensive che trova e questa volta era toccato alle mie, metaforicamente parlando. "Signora Eva, che le succede?" "Uaghh... quel mascalzone... uaghhh, l'ho trovato a letto con... uuuuaaaagghhhh... un'altra... uuuuugh" "Non si preoccupi, glielo mando alla prossima missione suicida". "Oh no... sniff sniff... vede... sniff sniff... anche ora... sniff sniff...in questo momento... sniff io... l'amo... sniff sniff" "Ah, caso terminale vedo. Venga, mi segua nella mia cabina, almeno potrà lavarsi la faccia e poi potrà farle una tazza di the." Dopo il the c'è stato il cognac e poi ancora del brandy sauriano, riserva speciale, e per finire un Amaretto della scorta del mio Beppe. Abbiamo parlato per ore di come sono bastardi gli uomini, per farla rilassare le ho anche praticato un massaggio ed è stato lì che ho capito che la cosa mi era sfuggita di ganglio. Lei si era messa distesa supina sul letto di Beppe ed io le passavo e ripassavo i gangli sulla schiena, lentamente. "Ops, temo che il mio acido possa rovinare i suoi abiti, forse è meglio che smetta" "O no, per favore, stavo veramente iniziando a sentirmi meglio" "Beh, ma se continuo finirà nuda" "Allora è meglio che ci finisca subito, no?" e così dicendo si spogliò completamente e si rimise distesa sul letto. Grande Madre, tu sai come le nudità umane mi lascino indifferente, io stessa vado in giro nuda, secondo gli standard umani, però trovai strano che un' umana non avesse alcuna remora a farsi vedere svestita da una quasi estranea, quando poi cominciò ad emettere degli strani miagolii, mugolii ed a contorcersi tutta sotto il mi tocco, decisi che ne avevo abbastanza: "Credo sia meglio se smettiamo qui" "No, ti prego stavo quasi per... ehm rilassarmi" "Penso proprio che si sia rilassata abbastanza per oggi, e poi devo tornare al lavoro" "No, non lasciarmi anche tu, ti prego, continua!" "Mi lasci il ganglio! Si rivesta! Per chi mi ha preso, sono un'horta seria, io. Appena si sarà ricomposta la prego di lasciare la mia, anzi no, la Nostra cabina" "Lo so che anche tu lo vuoi. Lasciati travolgere dalla passione" "Signora Eva, la vorrei travolgere ma non certo dalla passione. Ora, BASTA!" Ho cercato di fare l'uscita più dignitosa che potevo ma l'accaduto mi aveva sconvolta. La spudorata, tentare di sedurmi, nella nostra sacra cabina, sul nostro talamo. Certo che quei due sono fatti proprio l'uno per l'altra. Avevo appena raggiunto il mio posto sul Ponte, che è entrato Beppe, spero non abbia notato il mio nervosismo, mi spiace nascondergli qualcosa ma lo sai come diventa quando si ingelosisce, gli viene uno zio per capello. "Sai, piccoletta, il nostro Medico ha trovato un rimedio contro queste divise" "psss... non chiamarmi piccoletta di fronte all'equipaggio che ci perdo di credibilità" "Beh, ma non sei contenta?" "Che vuoi, insisto col dire che quegli stivaloni neri ti stanno un incanto, soprattutto con lo slippino rosso" "Ah, poi sei tu quella che ci perde di credibilità" Eravamo impegnati in questa discussione sull'Alta Moda quando i guai arrivarono sul Ponte con la forma del Capo Dipartimento Scientifico Renzi: "Capitano, il suo gatto ha fatto una scoperta incredibile" "E ancora non ha visto quello che sa fare l'avvoltoio" Renzi ci ha spiegato che sotto le poderose zampate di Geppo gli antichi manufatti si erano improvvisamente aperti a metà, avevano tirato fuori due antennine ed avevano iniziato ad emettere dei segnali ad intervalli regolari. Abbiamo avvertito del fatto il Comando Generale e la loro risposta non si è fatta attendere, peccato però che Beppe sia stato l'unico a cui l'hanno fatta udire. Il messaggio doveva essere importante perché Beppe ha persino rinunciato ad andare al Disney Planet. "Capitano a Renzi. Faccia in modo di decifrare quel messaggio, subito! Metta sotto Da Nee" "Da Nee ha finito il suo turno e si è ritirato nella sua cabina, Capitano" "Che tempismo, la prossima volta che viene sul Ponte avrà una bella sorpresa" "Comunque non riusciamo a decifrare il messaggio: neppure il computer è riuscito a cavarne qualche cosa, credo che la nostra unica possibilità sia..." "No, non..." "Ebbene sì, credo che sia proprio la nostra sola speranza: il Folle" All'udire quel nome, un silenzio irreale è caduto sul Ponte: il Folle, una figura tra mito e realtà che incute paura e rispetto, occupa un ufficio vicino ad ingegneria dove a soli pochi adepti è permesso l'ingresso. Il Folle, colui che aveva risolto la quadratura del cerchio e costruito un motore a curvatura in Meccano, scala 1 a 1, in Sala Mensa. Dal suo ufficio provengono sempre suoni di musiche misconosciute ai più, alcuni mormorano persino che ne sia lui l'autore. Al mio Beppe è riuscito impossibile inquadrarlo in qualche dipartimento, lo ha allora lasciato freelance: quando una sezione qualsiasi è in difficoltà può richiedere il suo aiuto e stavolta era la volta del Comando, anche se il pensiero di doversi rivolgere a lui mette dei brividi lungo la schiena. "Fategli avere il testo e tenetemi informato" ha detto il Capitano. "Ah, Renzi, se vuole ingraziarselo, si presenti con una salama da sugo in omaggio" "SalamA da sugo, Signor Frruuu?" "SalamA, salamA, Signor Renzi. Si informi" Renzi mi ha guardato dubbiosa e ed è andata ad aggiornarsi sulle specialità terrestri. Non abbiamo dovuto aspettare molto prima che Renzi tornasse con la soluzione del messaggio, potenza degli insaccati emiliani: X40Y27 Z88 T39. Ancora una volta il Folle aveva mantenuto fede alla propria fama. "Sei sicuro Beppe che non abbia venduto l'anima a qualcuno dei tuoi parenti?" ho chiesto a al mio Capitano "Dovrei dare una controllata all'Archivio Generale. De Niro, immetta le coordinate e vediamo dove ci portano".
La rotta trovata nel messaggio, ci portava dritti dritti dentro Matilda, una nebula di gas metronomo poco esplorata e poco interessante se non per una certa inusuale caratteristica:
il gas metronomo emette delle vibrazioni ritmate che condizionano la strumentazione di un'astronave che attraversa la nebula senza però danneggiarla. Le vibrazioni fanno più o meno:
do do do do fa do do do do fa mi mi mi mi fa sol mi e le puoi sentire echeggiare per tutta la nave, persino il replicatore ti versa il caffè seguendo il ritmo della nebula.
Come in tutte le nebule che si rispettino, anche in questa i sensori funzionano poco e male, perciò quando D'Accardi ci ha informati che non riusciva a stabilire se la nave che si stava
avvicinando fosse un canotto o uno sparviero klingon, in fondo non ci siamo stupiti più di tanto. Intanto ci arrivavano concitate comunicazioni da Ingegneria circa Argo e un certo
Montezuma che si era vendicato dappertutto, probabilmente il mio traduttore ha bisogno di una ricalibrata. In quel mentre ho avuto la netta sensazione che qualcuno mi stesse guardando,
mi girai intorno finché non vidi in un angolo Eva Brown che continuava a ripassarsi la lingua sulle labbra tenendomi gli occhi addosso. Spiai immediatamente Beppe per vedere se si era
accorto di nulla, fortunatamente era troppo occupato a calmare la Signora Ernestina che si lamentava del superlavoro a cui la costringevano tutti i membri dell'Afrodite, umani e non.
Cercavo di calmare i bollenti spiriti di Eva ignorandola, ma ogni volta che il mio sguardo incrociava il suo, la trovavo sempre più discinta in atteggiamenti sempre più espliciti.
A cenni tentavo di attirare l'attenzione di D'Accardi in modo che facesse accompagnare Eva almeno fuori del Ponte se proprio non era possibile dalla nave.
Finalmente siamo riusciti ad identificare la nave incontrataella nebula: altro non era se non la gloriosa Enterprise, quella dove ho fatto la figura della deficiente come addetta alle
comunicazioni, bello rivedere degli amici!"
Intanto notavo che Geppo stava emettendo il suo tipico ringhio di pericolo imminente verso la divisa del Capitano, lo aveva notato anche Beppe che ha sfilato da una tasca interna
il cercapersone che ha iniziato a leggere con attenzione, diventato più nero di un tuo sformato:
"Chi ti scrive Beppe?"
"De Gagliardet, te lo ricordi? Adesso ha aperto un negozio di scarpe in centro. L'altro giorno c'è andato De Leone, e si è lasciato sfuggire che il Servizio di Sicurezza della Flotta
sta indagando su di me, SU DI ME!!! Cosa avrò mai fatto per meritare una simile indegnità"
"Oddio, due o tre cosette in mente mi verrebbero..."
"In ogni caso è meglio parlarne dopo, Ciccia"
Come sono contenta: da piccoletta è passato e ciccia, adesso sì che mi rispetteranno.
"I motori ad impulso sono a pieno regime, Capitano"
"Finalmente una buona notizia"
"Gli scudi sono attivi"
"Siamo usciti dalla Nebula"
"Ma vuoi vedere che la vecchia Afrodite ha deciso di collaborare"
C'è voluto Geppo per interrompere la fila delle buone notizie, infatti ha rovesciato addosso a Beppe la sua tazza di latte caldo tentando di afferrare Argo, proprio mentre entrava Ernestina
che naturalmente si è subito messa a lamentarsi. Beppe è balzato in piedi strappandosi l'uniforme di dosso bestemmiando come solo un'anima dannata riesce a fare, persino Rael,
venuta a dare il cambio a D'Accardi, è arrossita. Normalmente il calore non lo turba più di tanto ma quella lettera lo aveva reso piuttosto nervoso; proprio in quel momento
l'Enterprise ha risposto alla nostra chiamata e nessuno ha pensato di aprire solo l'audio.
"Sono il Capitano Jean-luc Picard della..."
La faccia del Capitano Picard alla vista di Beppe in canottiera con un avvoltoio alle spalle, una horta alla sua destra e Becco alla sinistra, un tizio con una vecchia uniforme che gli faceva
ciao ciao dalle porte del turboascensore per poi sparire, ha preso la consistenza di un blocco di argilla, si è rivolto a qualcuno alle sue spalle dicendo:
"'Will, vede anche lei quello che vedo io?" Poi però un grosso sorriso ha infranto la sua rigidità:
"Ernestina, ma che piacere rivederLa, ma come sta, ma come La trovo bene!"
"Picard ha smesso di perdere tutti quei capelli sul cuscino?"
"Ah ah ah Cara Ernestina, non è cambiata per nulla vedo. Cosa ci fà su quella nave di marinai d'acqua dolce?"
'Che vuole, la Flotta ha pensato bene di affidarli a qualcuno con un poco di esperienze, tanto per essere sicuri che riportino indietro la nave"
"Non potevano scegliere di meglio. A quello che vedo avrà il suo bel da fare a tenerli fuori dai guai. Dobbiamo andare, ora, mi ha fatto molto piacere incontrarla, spero di rivederLa presto,
magari in migliore compagnia. Arrivederci. Picard, chiudo" e la comunicazione è stata tolta. Per tutto il Ponte regnava un silenzio di gelo, guardavamo tutti Ernestina Scramiglio
che raccoglieva il suo secchio ed il suo scopettone, si rialzava le calze sempre calate e usciva per riprendere il suo giro. Rimanemmo in silenzio parecchi secondi anche dopo che se ne
fu andata, del resto che avremmo potuto mai dire?
"Etchyyy" e rinculai fino nella paratia di destra dove ho lasciato un piccolo concavo. Ammetto che non era un granché ma al momento non ho potuto fare di meglio.
'Ciccia, non mi dire..."
"Demo di zì Bebbe... ho il ravvrebbore"
"Fila subito in infermeria, guarda hai già fatto un buco. Corri, prima di ridurre la bagnarola come dell'Emmenthal". Arrancai fino all'infermeria, cercando di limitare i danni ogni volta
che starnutivo ma devo ammettere che qualche buchetta l'ho ancora. In infermeria ho trovato una scena degna di un bar ferengi: D'Accardi, Van Bajark, T'Mik e Ciccozzi impegnati
in una appassionata partita di poker la cui posta erano le armi del prigioniero ferengi:
"Servita"
"Due"
"Una"
"Una"
"Passo"
"Che biavolo sbabe fabenbo? D'Abbarbi, veba bi anbabe a brobabe buel babolo di blanbesbino, pibbosbo!" Decisamente il raffreddore stava peggiorando, D'Accardi era rimasto a fissarmi interdetto,
probabilmente non aveva capito molto bene quello che avevo detto, l'allarme rosso lo tolse dall'imbarazzo, corse via velocemente senza neanche prendere la sua vincita.
Ho sbuffato, questi pivelli volevano prendermi in castagna? Ecco cosa ottengo ad essere chiamata piccoletta e ciccia in fronte alla truppa. T'Mik mi diede un hypospray che mi fece stare
subito meglio, personalmente mi presi una bella tazza di latte bollente corretta con brandy sauriano e mi misi al tavolo da gioco. Sarà stato l'hypospray o forse la dose di liquore
nel latte era oltre il limite di guardia ma dopo un po' mi sono ritrovata sotto di ben 20 crediti. Stavo giocando con una tale foga che ho persino rovesciato la mia tazza di latte
addosso al povero Robert. Gli altri mi guardavano di sottocchio, non sapendo se l'incidente col latte era stato accidentale o una vendetta trasversale, ma è in questi momenti che bisogna
dimostrare di avere la stoffa dell'Ufficiale:
"È illogico lasciare a metà una partita, soprattutto se il vulcaniano sta vincendo. Se prometto di curarla subito, vorrebbe unirsi a noi, Primo Ufficiale?"
"Bene, credo che adesso andrò nei miei alloggi a stilare l'elenco dei prossimi volontari per missioni suicide" e con grande dignità li ho lasciati. Mi sentivo meglio, anche se un poco brilla,
menomale che la metà del latte era finita sull'uniforme di Van Bajark altrimenti sarei stata completamente sbronza e tu sai che è quasi peggio di quando sono raffreddata.
Raggiunta la Plancia, presi il mio posto accanto al mio Beppe, il quale si sporse verso di me e mi sussurrò:
"Adesso posso dirtelo: Maxwell è scomparsa"
"Le nostre preghiere si sono avverate troppo tardi"
"No, ha fatto tutto da sola: si è fatta consegnare dalla USS Garibaldi dei manufatti simili ai nostri che avevano ritrovato e si è dileguata"
"Pensa che fortunati quelli che sono ora all'Accademia: hanno un istruttore di meno"
"Infatti De Leone è preoccupato e vuole che la ritroviamo a tutti i costi. Mi ha ordinato di fare di tutto per ritrovarla"
"Vediamo dove ci porta quel messaggio, credo sia l'unico punto di partenza per ritrovarla"
"Già: la verità è là fuori"
...to be continued
GM Frruuu
XO
USS Afrodite NCC-1863