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GM R. VAN BAJARK
Mission: 2 — The betrothed
 Stardate 9912.05
Prologo

In Infermeria si lavorava alacremente ogni giorno, ma in questa settimana più delle altre, il nostro personale si era stancato. Come è consuetudine in qualsiasi nave che si rispetti, bisognava visitare ogni membro dell'equipaggio e stilare un rapporto medico da inserire nello schedario.

Diario di Missione

Mi stavo godendo un po' di meritato riposo quando un giovane Guardiamarina della sezione ingegneria, un tale William Brown, si presentò davanti a me con la faccia sconvolta. Rilassandomi il più possibile e con la voce calma, lo invitai ad accomodarsi e a raccontarmi quale fosse il problema. Il giovanotto, senza batter ciglio, prese da un contenitore... una delle FAMOSE UNIFORMI GIALLE!!! con tanto di spacchetti ai lati, e indicandola, si mise a piangere. Quel giorno fu un vero andirivieni. Ogni dieci minuti circa si susseguivano persone che si lamentavano del colore e della foggia delle nuove uniformi. Per un attimo mi misi a sogghignare, pensando alla figura del Primo Ufficiale con gli stivaloni, ma la mia parte Vulcan mi impose un rigido autocontrollo, per cui quel sogghigno, si spense prima ancora di potersi sviluppare. La soluzione al problema uniformi venne al mio capo, la dottoressa T'MIk, che decise fosse bene fare un certificato secondo il quale un buon numero di ufficiali erano allergici al colore giallo. Mentre pensavo quale tipo di logica avesse spinto il COMANDO ad adottare quelle nuove uniformi, vidi il signor Capui molto, toppo vicino ad una tazza di latte; ebbi appena il tempo di dire "Att..." che SPLASH, una macchia.
Rosso in volto e a quanto ne posso sapere io anche arrabbiato, il sig. Capui si allontanò dopo aver dialogato con la dottoressa. T'Mik mi sembrava già di corda, andai ad un replicatore e: "English traditional breakfast, grazie". Pensavo che le sarebbe stato di aiuto, e invece la mia parte umana aveva trionfato ancora una volta. I VERI Vulcan NON mangiano una colazione all'inglese con uova e pancetta!!! OPSS!!! Verso le 8:00 circa, il mio capo si recò dal Capitano per esporgli la sua idea selle uniformi, mentre io continuai a redigere i rapporti medici del personale. In quel mentre l'allarme giallo si attivà e io chiesi al computer il perché: "La nave è entrata in una nebula" fu la risposta subitanea. Le letture del gas Metronomo presenti sugli schermi scientifici oscillavano seguendo ritmi regolari che potevano essere simili a: "MA-TI-LDA, MA-TI-LDA". Per questo strano effetto, molti ufficiali di turno in quel momento, cominciarono ad agitarsi leggermente, mentre l'infermiera Vanian aveva addirittura cominciato a lavorare al ritmo di quella melodia. La dottoressa, che nel frattempo era tornata per vedere l'infermiera ballare, mi chiese di replicarle della "N-Acetilglucosammina" per la costruzione in vitro di pareti cellulari nel laboratorio. Io invece, forse perché troppo stanco o forse perché preso da pensieri sulla tipologia del Gas, le replicai della "Glucosammina". Questo fu un errore molto grave, lo si capiva benissimo dagli occhi di T'Mik; tanto che mi disse che avevo bisogno di riposo e mi spedì nei miei alloggi.

Quello che da poco tempo è diventato il luogo dove mi rifugio per potermi rilassare, è arredato semplicemente, come in perfetto stile Vulcan dove ogni cosa è essenziale, ma sono presenti anche gli influssi terrestri, per tanto ci sono fiori freschi e quadri colorati, che in qualche modo mi appagano. Un luogo molto importante nel mio alloggio è lo spazio dedicato alla lettura, ho più di cento libri, di cui la maggior parte trattano di psicologia delle Razze Aliene. Era proprio in un libro, dedicato alla psicologia Klingon, che volevo passare il mio tempo di riposo. Invece, delle urla si sentirono fuori, nel corridoio, seguite da alcuni colpi di phaser. Ero appena ritornato a concentrarmi che questa volta il replicatore emise degli sbuffi, poi sembrò addirittura esplodere perché fece fumo e divenne incandescente. Tra questi problemi finì il mio turno di riposo, ma prima di tornare in Infermeria chiesi che un tecnico andasse nel mio alloggio per riparare il replicatore alimentare. Tornato a lavoro dopo questa avventura, trovai il sig. D'Accardi che voleva per forza farci giocare a poker, nonostante io e T'Mik cercassimo di farlo desistere da questa proposta, perché il gioco d' azzardo non era logico, egli era irremovibile diceva che così era scritto nel tabellone degli eventi, e noi dovevamo giocare per forza. Quindi, anche se un po' infastiditi, dovemmo fare questa partita a poker, la cui posta erano le armi del Ferengi che si trovava nella zona di detenzione; insieme a noi prendeva parte alla partita uno degli ufficiali della sicurezza che dovevano sorvegliare il presunto scienziato Ferengi e la dottoressa. La partita si evolveva verso una probabile vincita del sig. D'Accardi, quando le porte dell'Infermeria si aprirono ed entrò il Primo Ufficiale Frruuu con evidenti segni di raffreddore Horta! (oltre alla parlata da Tina Pica con il naso chiuso, presentava sgocciolamenti di acido su tutta la parte anteriore che corrodevano la tappezzeria). Avvicinatosi verso il sig. D'Accardi, gli intimò di andarsene immediatamente ed egli, forse perché era scattato l'allarme rosso, le ubbidì.
Dopo aver curato il sig. Frruuu con una iniezione di a-tocoferolo e Streptosio più Streptidina. Dopo averlo curato, il sig. Frruuu si unì volentieri alla nostra comitiva sorseggiando una tazza di latte caldo e Brandy Sauriano. Nel mezzo della partita, quando era ormai scontata una mia vincita, quella famosa tazza di latte si rovesciò su di me, (forse dei gangli l'avevano toccata inavvertitamente o era un atto deliberato?) questo mi costrinse ad andare nel mio alloggio per potermi cambiare, ma quando fui pronto e mi avvicinai verso la porta, l'avevo quasi attraversata, quando... TLANC, SPTRREK, KHSSSSSP, le porte si bloccarono semi aperte, consentendo a chiunque di entrare e di vedere all'interno. Un po' turbato, mi recai dal Capitano, su in Plancia, al quale chiesi quale logica avesse guidato i tecnici nell'ammodernamento (si fa per dire) della nave. Il Capitano mi disse che anche se l'arredamento interno era stato adeguato agli standard federali, i meccanismi erano rimasti quelli di una vecchia nave, e mi disse che sarebbe stata sua preoccupazione provvedere a far riparare i meccanismi interni delle porte del mio alloggio; con questo mi congedò e io me ne tornai verso l'Infermeria.


GM Robert Van Bajark
XMO
USS Afrodite NCC-1863

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