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GM F. Renzi
Mission: 5 — It's a Long Way to Tipperary
 Stardate 10108.25
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Diario di Missione

Dopo le vicissitudini di questi giorni non sono proprio in vena di scrivere (si fa per dire) il mio diario personale, per quale motivo? Come vi sentireste se mentre state trascorrendo una magnifica vacanza con una persona veramente speciale vi chiamassero per dirvi che la vostra licenza è stata revocata per non so quali reconditi motivi?
Che cosa avevano in mente stavolta al Comando di Flotta? Dove avevano intenzione di spedirci? Il primo ufficiale Frruuu non era stato molto chiaro in proposito, ma presto avremmo scoperto quale era il motivo, intanto... non potei fare a meno di preparare le mie valigie...

Qualche giorno dopo, mi trovavo nel mio alloggio sulla Afrodite. Avevo lasciato Da in plancia, non ero proprio dell'umore adatto per stare in compagnia di altre persone. Poco dopo decisi di andare in laboratorio a controllare un po' le cose, forse mi avrebbe fatto bene un po' di distrazione. Passando davanti la sala di cartografia stellare, notai Arianna Field alle prese con una cartina e delle puntine: come si può essere così imbranati? Decisi che non volevo arrabbiarmi quindi chiamai Da e gli chiesi se poteva controllare un po' le cose, lui è sicuramente più paziente di me!

Ero immersa a controllare i vari esperimenti che avevamo preparato tempo prima, quando dall'interfono mi giunse la comunicazione che eravamo arrivati a destinazione e che io ero uno dei membri della squadra di sbarco insieme a Frruuu, Rael, Rogers, Kelley, Magnum, Jacket e Van Bajark. Non mi sono mai piaciute le squadre di sbarco, in genere qualcuno torna sempre ferito o... non torna affatto (ma perché mi preoccupavo? a me non sarebbe mai potuto accadere niente di tutto ciò!).
Con riluttanza mi diressi verso la sala teletrasporto e, quando fummo tutti presenti e dopo che il capitano si era raccomandato di non commettere imprudenze, giù verso il pianeta.

Appena arrivati tutti notarono la differenza di gravità ed io beh... dovetti adeguarmi alla situazione. Frruuu ci divise in due squadre, Rael, Rogers, Kelley e Magnum andarono in avanscoperta risalendo la collina, mentre io, Jacket e Van Bajark 'seguivamo' il nostro primo ufficiale.
Poco dopo Rael ci informò che dietro la collina si stendeva una vallata piena zeppa di trasmettitori radio, avevamo trovato il posto giusto! Una volta arrivati in cima ci rendemmo conto di quello che Rael ci aveva detto, ma per agire dovevamo attendere Frruuu, il nostro numero uno, che però si faceva attendere non riuscendo quasi a risalire il fianco della collina data l'elevata forza di gravità del pianeta, ma alla fine gi raggiunse!
Iniziammo dunque la discesa... si fa per dire: Rogers inciampò e rotolò per tutto il fianco della collina, io e Van Bajark tentammo di 'inseguirlo' per cercare di fermarlo o quantomeno per rallentare la sua caduta, ma purtroppo riuscimmo a raggiungerlo soltanto quando si fermò in fondo. Purtroppo pe lui riportò due costole incrinate e la fuoriuscita della rotula destra, oltre a vari tagli di lieve entità, ma il malfunzionamento del teletrasporto costrinse il primo ufficiale a lasciare con lui Van Bajark che gli prestò le prime cure, e i due membri della sicurezza Kelley e Magnum di guardia, mentre noi continuammo nell'esplorazione.
D'un tratto Jacket ci informò di aver trovato un pannello di controllo pieno di pulsanti che cominciò a schiacciare, il risultato? Si aprì di colpo un pannello al quale ci avvicinammo con curiosità ma che scoprimmo presto essere un gabinetto... il nostro capo operazioni non è molto ferrato nel tradurre le iscrizioni aliene. Lo lasciammo comunque ai suoi 'studi' e continuammo ad ispezionare i dintorni cercando di ripararci dal forte vento che nel frattempo si era alzato.
Nel frattempo Jacket era riuscito a decifrare quelle iscrizioni ed a fare in modo che un altro pannello, all'interno del bagno, si aprisse e rivelasse una stanza piena di strumentazioni con le quali cominciò ad armeggiare, mentre mi accorsi che su un computer posto in un angolo della sala c'erano dei numeri, mi avvicinai per vedere meglio e scoprii che si trattava delle coordinate per raggiungere il pianeta da cui proveniva il segnale che poi veniva ritrasmesso da dove ci trovavamo.
Raggiunsi tutti gli altri fuori che, nonostante le varie interferenze, erano riusciti in qualche modo a comunicare con la nave e a sapere che finalmente il teletrasporto era riparato e così tutti potemmo tornare a bordo.

Una volta arrivati comunicai immediatamente al Capitano le coordinate per raggiungere il pianeta e, dopo averle fatte controllare ed aver fatto impostare la rotta diede ordine di partire.

Un paio di ore dopo circa, ci ritrovammo tutti alla veglia funebre del nostro caro Dott. Adams... in suo onore bevemmo birra e mangiammo noccioline...


GM Fabiola Renzi
CSO
USS Afrodite NCC-1863

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