Sol III, da qualche parte nel Sahara.
Il caldo del deserto deve aver dato alla testa al mio Beppe, e dire che lui dovrebbe
esserci abituato al caldo infernale,
non vedo altra spiegazione altrimenti del perché stia cercando di palpeggiare quella
versione troppo cresciuta di Kermit,
eppure dovrebbe saperlo che se la sua zampetta riesce a raggiungere le polposità
verdognole di quella tizia si ritroverà
con simpatici piedini cibernetici impiantati su due fumanti moncherini.
Grande Zot, un trillo, chi è il maleducato che ha lasciato aperto il comunicatore?
Ah, ecco, Beppe.
- Se vuoi che ti scavi una buca in cui nasconderti, non fare complimenti, che vuoi che
siano una decina di metri tra amici.
- Cocca, non infierire, già mi ha ucciso l'occhiataccia della danzatrice. Un messaggio
urgente dal Comandante Ailura, devo
raggiungerla immediatamente al HQ.
- Fa buon viaggio e ricordati di toglierti la sabbia dagli stivali.
- Non vorrai lasciare da solo il tuo Capitano, lo sai che ho bisogno di te Cocca.
- Non sembravi aver bisogno di me quando quel serpente ti avvolgeva nelle sue spire
lussuriose.
- Probabilmente è colpa di tutto quel liquore, lo sai che tu sei l'unico sasso del mio
cuore.
- Zot, mi fai sentire un calcolo renale.
- Un calcolo mitriatico casomai, una bellissima calcificazione luminosa.
- Adulatore, dai andiamo va, non facciamo rizzare il pelo ad Ailura facendola aspettare.
Sol III, da qualche parte nella sala d'attesa dell'ufficio del Cmd. Ailura.
Tutta questa agitazione non mi preannuncia nulla di buono, speriamo che non ci siano altri
problemi con il Dominio...
o i Borg... o i Cardassiani... o i Klingon... o i Romulani, a ben pensarci, per essere una
pacifica Federazione abbiamo
una lunga lista d'attesa di nemici pronti a farci la pelle. Grande Zot, potrebbe anche
solo essere un'infestazione di
pulci eridane. Però, Beppe ha fatto in fretta, è rimasto là dentro solo pochi
minuti:
- Ehilà, Beppe! Allora andiamo a caccia di pulci?
- Pulci? Credi che i sabotatori possano essere delle pulci? Allora forse dovremmo
procurarci dei naniti per la missione.
- Che io sappia sono tutti sulla Biancaneve NCC 7Noni 7Noni, e poi guarda che le pulci
eridane pesano un paio di chili,
possiamo farcela da noi.
- Pulci da due chili? Ma allora come si infiltrerebbero nei sistemi sabotando le
comunicazioni?
- Beppe?
- Sì Cocca?
- Di cosa stiamo parlando?
- Come... di cosa? Ma del sistema di comunicazione della Flotta che viene
sabotato...
- Ah, grazie, cominciavo a sentirmi in una commedia di Feydeau. Allora Capitano, mio
Capitano, dove ci guiderai stavolta?
- Raggiungeremo la stazione di comunicazione e vedremo da lì, richiama tutti, si parte...
Uno dei compiti ingrati di un Primo Ufficiale è quello di dover dire al proprio equipaggio
che la loro più che guadagnata
licenza è stata revocata, bisogna avere polso fermo e determinazione per compiere un tale
incarico e soprattutto non essere
superstiziosi e credere nelle maledizioni, soprattutto quando il suddetto equipaggio è già
stato costretto a subite una
valutazione psichiatrica dal Comando. In un tempo ragionevole, persino per gli standard
della Flotta, eravamo riusciti a
prendere il largo e dirigerci verso le coordinate che il Comandante Aiulura aveva
consegnato al nostro Capitano.
D'accardi e Vanian erano in missione speciale per la Federazione, 'Progetto Pampers' credo
si chiami, ma con tutte le
interferenze le trasmissioni sui particolari erano confusi. Di un membro della Sezione
Medica non avevamo alcuna notizia
e rintracciarlo era impossibile, ma Beppe aveva deciso di partire lo stesso, non potevamo
ritardare l'inizio della missione.
Improvvisamente De Niro diede un grido soffocato:
- Capitano, guardi
Tutti gli sguardi si rivolsero verso il visore principale e la potemmo ammirare in tutta
la sua enigmatica bellezza, la Nebula Futurista.
- Capitano, una nebula, perché non ci facciamo un salto?
- No ragazzi, sapete che lo avete promesso a Becco, per questa volta niente Nebule
- Oh, Capitano, solo un saltino, facciamo in un attimo.
- Dovete essere forti, pensate a qualcos'altro, magari un buco nero.
- Mandiamoci almeno una sonda, una piccolina, per favore...
- NO! Sarebbe come imbrogliare, dobbiamo dimostrare la nostra forza d'animo.
- Ma non è giusto, così vicina eppure così lontana...
- Andiamo, per consolarvi poi vi faccio prendere doppia porzione di Nutella al prossimo
party.
- Uahhh, volevo la Nebula...
- E andiamo, siamo Ufficiali della Flotta Stellare o ragazzini che stanno giocando?
- ...
- ...
- ...
- Allora, ci dovete pensare ancora molto?
- Beh, non è una domanda da poco, ci lasci il tempo di riflettere.
Il povero Beppino abbassò gli occhi all'inferno e sospirò sconsolato, talvolta il peso del
comando gli pesa proprio, povero slurpino mio.
Stavo per promettere al mio Beppe una doppia porzione di riso fritto, panacea che non
manca mai di tirargli su il morale,
quando le porte del Ponte si sono aperte ed una scatoletta piena di quello che a prima
vista sembrava latte, è entrata galleggiando
a mezz'aria, ai suoi lati erano fissate un paio di forbici da parrucchiere e un
asciugamano. La visione fece gelare tutti;
Boregh, che stava sedendosi, sbagliò mira e finì rovinosamente in terra cominciando a
lamentarsi a voce alta, e un klingon di
due metri e rotti può farlo a voce veramente molto alta.
- Infermeria, abbiamo un ferito in plancia, sbrigatevi. Boregh, la prego, soffra in
silenzio sta facendo vibrare le paratie.
L'incidente a Boregh ci aveva distratti dalla scatola misteriosa, cosicché quando il
Capitano, girandosi, se la vide galleggiare
a pochi centimetri dal naso, fece un balzo indietro quasi calpestando il ferito.
- Che un angelo ti strozzi con l'aureola, che diavolo sarebbe 'sta cosa?
La scatoletta iniziò ad emettere luce azzurrognola e trasmettere una voce accattivante e
blesa:
- Capitano, sono lieto di fave la sua conoscenza, mi chiamo Tax Ibisont V e sono il
nuovo pavvucchiere di bovdo.
- Il nuovo cosa? Chi l'ha mandata qui? È forse amico del maestro di ballo? - gridò
Beppe.
- Pev cavità, quel pavvenu. No vede, son qui gvazie ad una nuova linea tempovale, un
attimo pvima sono all'Academy insieme
ad un gvosso dvago, pvonto a libevave i miei fvatelli simbionti Trill e un attimo
dopo voilà, eccomi su questa mevavigliosa
astvonave con un impulso ivvefvenabile a tagliav capelli. Anzi, ova che ci penso, mi
sembva che i suoi siano lunghini Capitano,
le va una scovciatina?
- Vade retro, tosatore vermoso, i miei capelli non si toccano.
- Prova solo a guardarli i bellissimi boccoli del mio Beppino e di te rimarrà solo il
ricordo.
- Grazie Cocca, ma so cavarmela anche da solo con le scatole.
- Uh, non c'è bisogno di inquietavsi. Comunque, se qualcuno volesse approfittave della
mia expevtise, mi tvovevà sul Ponte 4,
subito dopo la pizzevia. E così dicendo, la vaschetta dondolante prese
l'elevatore e scomparve alla nostra vista.
Non ci eravamo ancora ripresi da quell'incontro che una voce nasale eruppe sul Ponte di
Comando:
"Starfleetel Sticaphone, messaggio gratuito: l'utente non è abilitato al tipo di chiamata
richiesto"
- Che cosa...
- Mi spiace Capitano, stavo solo tentando di mandare un aggiornamento della nostra
posizione al Comando di Flotta e questo
è il risultato. Sembra ci siano delle interferenze.
- Ma no, non mi dica, e chi l'avrebbe detto. Guardi se almeno le comunicazioni interne la
nave sono funzionanti, devo fare un annuncio.
- Comunicazioni aperte Signore.
- Qui è il Capitano che vi parla: debbo farvi le congratulazioni da parte del Presidente
della Flotta Stellare per l'ottimo lavoro
svolto nella missione con i Sergiss. Naturalmente mi unisco a lui nel complimentarmi con
tutti voi per il vostro apporto, mi avete
reso fiero di essere il vostro capitano. Mi raccomando, ricordatevi che la missione è da
considerarsi classified, in altre parole
tenete il becco chiuso se volete avere un futuro nella Flotta, anzi se volete avere un
futuro qualsiasi. Il Capitano chiude.
- Bel discorso Beppe, tra la sviolinata e la garrota.
- Che vuoi Cocca, la ciurma va tenuta sempre sul filo del rasoio.
Mentre Beppe ed io discutevamo sul metodo migliore di come gestire una nave, arrivoò una
notizia devastante dalla sezione medica:
il membro della Sezione Medica che non eravamo riusciti a trovare era deceduto. Le notizie
erano scarse e frammentarie, dovute alle
interferenze ma T'Mik stava dandosi da fare per ottenere altre informazioni. Beppe ed io
ci siamo guardati, finora la morte era stata
solo una finzione olografica, nella realtà non l'avevamo mai affrontata direttamente,
certo non era morto durante una missione ma
sia Beppe che io ci sentivamo responsabili, questo era il nostro equipaggio, i nostri
ragazzi. De Niro interruppe le nostre tristi
elucubrazioni:
- Capitano, siamo arrivati al pianeta da cui provengono le interferenze.
Beppe si scosse e inizioò a dare gli ordini per lo sbarco:
- De Niro, ci metta in orbita. Frruuu, Renzi, Rael, Rogers, Kelley, Magnum, Jacket, Van
Bajark, sbarcate sul pianeta,
ispezionatelo fino a che trovate qualcosa, ma, mi raccomando, non commettete imprudenze,
non voglio perdere nessun'altro oggi.
Mestamente, senza alcun entusiasmo, ci siamo avviati verso la sala teletrasporto.
Da qualche parte sul pianeta.
Appena arrivati sul pianeta mi accorsi che qualcosa non andava: non riuscivo a muovermi
con la mia solita leggerezza
ma lasciavo un solco di parecchi centimetri, mi sentivo come se avessi sulle spalle tutti
e 50.000 i miei coincubanti.
- Grande Zot, mi sento un po' giù. Non badate a me, Rael, Rogers, Kelley, Magnum, andate
in avanscoperta, tutti gli altri mi seguano.
Non avevo finito di dirlo che il resto della squadra di sbarco si era distesa sul terreno
e aveva iniziato a strisciare:
- Molto, molto divertente. Il prossimo spiritosone gli passeggio sulle gengive. Alzatevi e
datevi una mossa!
- Non faccia così Numero Uno, lo abbiamo fatto per tirarla sù.
- Già, in mancanza di un paranco, facciamo quel che che possiamo.
- Invece di chiacchierare tanto, datevi un'occhiata intorno, io da qua sotto non vedo una
mizzica.
- Non sembra ci sia molto da vedere, forse abbiamo sbagliato pianeta.
Effettivamente avevamo avuto dei problemi nella lettura dei sensori dovuti ad un difetto
di fabbricazione della cartografa
di bordo, Arianna Field. Sbagliare pianeta con una simile schiappa era una possibilità
concreta, stavo per chiamare Beppe
per dirgli di tirare il collo alla Field quando ricevetti una comunicazione da Rael:
- Numero Uno, abbiamo trovato qualcosa, proprio dietro la collina a nord.
- Rael, dimmi subito se quello che avete trovato sono i resti di un picnic o qualcosa che
potrebbe interferire con le
trasmissioni della Federazione.
- C'è un'intera valle piena di trasmettitori radio, però mi spiace, non riesco a vedere
neanche una tovaglia a quadretti.
Lo sapevo che eravamo passati troppo vicino a quella nebula:
- Massima allerta, vi raggiungiamo subito.
Sfortunatamente la mia andatura rese quel 'subito' una mera illusione relativistica.
Quando riuscii a raggiungere il resto
della squadra di sbarco ero senza fiato e avevo lasciato dietro di me un solco che poteva
eguagliare quello del meteorite
che sterminò i dinosauri. Dalla sommità della collina si vedeva una selva di trasmettitori
radio, coi loro enormi dischi
rivolti verso il cielo.
- Non è il pianeta sbagliato dopotutto. Avete già avvertito il Capitano?
- Ci abbiamo provato ma non siamo sicuri che abbia capito, le interferenze sono
fortissime.
- Esploriamo il luogo e vediamo se riusciamo a scoprire qualcosa di interessante,
sparpagliatevi a ventaglio ma rimanete a contatto visivo.
Volevo passare in testa e guidare la squadra ma mi accorsi che non riuscivo più a
muovermi, mi sentivo schiacciata sempre più
al suolo, probabilmente sarei andata più veloce se mi fossi interrara ma non ero sicura
che sarei riuscita a riemergere;
per quanto umiliante, avevo bisogno di una mano:
- Ehm, non è che qualcuno di voi mi darebbe una spintarella, mi sono, come dire,
ingolfata.
Sentivo benissimo che ridacchiavano ma non ero in posizione di lamentarmi, comunque, dopo
quella spinta iniziale, fui in
grado di muovermi, lentamente ma almeno non facevo più la figura di un fermaporta. Davanti
a me vidi Rogers inciampare nella
radice di un albero e cadere rotolando lungo tutto il fianco della collina, Van Bajark e
Renzi si tuffarono al suo inseguimento,
cercando di rallentarne la caduta, purtroppo riuscirono a raggiungerlo solo alla fine
della discesa. Arrivai per ultima e
Van Bajark si affrettò ad informarmi sulle sue condizioni:
- La rotula destra è uscita dal suo alloggiamento, un paio di costole sono incrinate, vari
tagli ma per ora nulla di grave, certo
dovrebbe tornare al più presto alla nave.
- Dobbiamo finire la ricognizione, con tutte quelle interferenze non capirebbero neppure
quello che è successo. Van Bajark lei
rimanga qui. Cip, Ciop voglio dire... Kelley, Magnum, rimanete di guardia, noi continuiamo
l'esplorazione.
I tralicci dei trasmettitori si estendevano per chilometri attorno, noi continuavamo a
cercare un indizio, una traccia, qualcosa
che ci portasse a rivelare chi aveva creato tutto questo, improvvisamente Jacket mi
chiamò:
- Frruuu, Signore, penso di aver trovato il pannello di controllo dell'intera
stazione.
- Ottimo lavoro, Signor Jacket. Guardi se resce a tracciare il segnale di
provenienza.
- Non c'è problema: basta seguire le indicazioni, spingo qui, alzo là, calibro lì sotto et
voilà...
Un pannello sul davanti del trasmettitore si aprì di colpo, emozionati ci facemmo avanti
per ispezionarne l'interno, dopo averlo
guardato attentamente dissi:
- A meno che quel water non sia un'antenna ben dissimulata, questo mi pare un
gabinetto.
- Uhm, effettivamente. Forse ho frainteso qualcuna di queste iscrizioni...
- Ma solo un filino. Crede di riuscire a scoprire il corretto funzionamento?
- Penso basti premere quel tasto sopra il water e lo sciacquone.
- NON del gabinetto, del pannello.
- Ah, certo, certo, mi lasci solo studiare un poco questa iscrizione qua.
- Faccia con comodo.
Lasciai Jacket alle prese con il suo pannello e con il resto della squadra continuai ad
esplorare l'intorno. Continuavo ad
arare il terreno e l'umidità che ne veniva mi creava dei problemi reumatici ai miei poveri
gangli, in compenso si era alzato
un forte vento che mi screpolava la crosta superiore, il clima ideale per passarci le
ferie:
- Signor Frruuu, sono Van Bajark, le condizioni di Rogers sono peggiorate, non riesco più
a sentire le pulsazioni della gamba,
devo portarlo immediatamente sù.
- Frruuu ad Afrodite, abbiamo un ferito, teletrasportate a bordo Rogers e Van
Bajark.
- Zzzz Vocinazzxf Coccafrrrzhh teletrasportzzxfffzz zzguastoz zzffxxripararezz
zxfffzzzztempozzz xxxresistetefffzzzx...
- E che ponfa, ma ci andasse bene una cosa che è una. Afrodite sbrigatevi, qui la
situazione è seria.
- Robert, c'è un problema col teletrasporto cerchi di fare quello che può.
- Farò il possibile.
Mi guardai intorno per cercare il resto della squadra, stavano ancora ispezionando
l'intorno, cercando di ripararsi dalle
forti folate che spazzavano la valle.
- Signor Frruuu, sono riuscito a decifrare il codice, guardi...
- Signor Jacket, se adesso si apre la porta dello sgabuzzino la mando a tagliarsi i
capelli da Tax... a zero!
- Non si preoccupi guardi, era una scatola cinese, la porta per accedere alla sala di
controllo è posta nel bagno.
Incredibile a credersi, una porta si era aperta nella parete di destra del gabinetto, dopo
aver ordinato a Rael di rimanere fuori
di guardia, entrammo in una sala illuminata solo dagli innumerevoli apparecchi accesi che
rendevano l'atmosfera molto natalizia:
- Datevi da fare, scoprite da dove proviene il segnale e cercate un modo per spegnere
l'intero impianto.
Jacket iniziò subito a darsi da fare e non ci mise molto a triangolare la posizione del
pianeta da cui proveniva il segnale.
Soddisfatta, uscii per richiamare la nave e vedere se finalmente potevano tirarci
sù:
- Frruuu, Signore, ho scoperto una cosa riguardo questo pianeta; la sua gravità è molto
più alta di quella terrestre.
- Ma va! Non mi dica e io che pensavo di essere ingrassata.
- Pensavo le avrebbe fatto piacere avere una conferma.
- Felice proprio. Mi dica, piuttosto: come va Rogers?
- Ho fatto quel che potevo ma devo portarlo al più presto in Infermeria.
Proprio in quel momento, con un tempismo perfetto, chiamoò il Capitano.
- Fzzzxteletrasporto riparatozxfxxx tenersi prontifzzxx.
- Abbiamo terminato, potete teletrasportaci tutti a bordo.
- zxxffzottimoxxzzfz.
Il barlucicchio del teletrasporto mise fine alla nostra missione sul pianeta. Feci
rapporto a Beppe e andai in Infermeria per
controllare che la gravità così alta non mi avesse danneggiato, prima di allontanarmi,
Beppe mi informò che ci sarebbe stata una
veglia funebre in sala ologrammi fra due ore. Con tutto l'eccitamento dello sbarco sul
pianeta mi era quasi dimenticata, quasi.
Sui tavoli campeggiavano boccali di birra e mucchi di sacchetti di noccioline, ognuno di
noi prese un boccale, e si voltò in silenzio
verso il Capitano:
- Siamo qui riuniti per rendere omaggio a uno dei nostri. Senza di lui il vostro Capitano
probabilmente non sarebbe ciò che è ora.
Lui ha indicato la via a tutti noi, folli, ironici, fantasiosi giocatori.
A Douglas Noël Adams, addio e grazie per tutte le risate.
Bevemmo in silenzio, sgranocchiando noccioline ed asciugandoci i lacrimoni. Beppe mi
raggiunse e sussurrò:
- Diavolo Cocca, non volevo far piangere tutti!
- Non farti prendere dal panico, Beppe, abbiamo tutti il nostro asciugamano
GM Frruuu
XO
USS Afrodite NCC-1863