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GM Frruuu
Mission: 5 — It's a Long Way to Tipperary
 Stardate 10108.25
Prologo


Sol III, da qualche parte nel Sahara.

Il caldo del deserto deve aver dato alla testa al mio Beppe, e dire che lui dovrebbe esserci abituato al caldo infernale, non vedo altra spiegazione altrimenti del perché stia cercando di palpeggiare quella versione troppo cresciuta di Kermit, eppure dovrebbe saperlo che se la sua zampetta riesce a raggiungere le polposità verdognole di quella tizia si ritroverà con simpatici piedini cibernetici impiantati su due fumanti moncherini.
Grande Zot, un trillo, chi è il maleducato che ha lasciato aperto il comunicatore?
Ah, ecco, Beppe.
- Se vuoi che ti scavi una buca in cui nasconderti, non fare complimenti, che vuoi che siano una decina di metri tra amici.
- Cocca, non infierire, già mi ha ucciso l'occhiataccia della danzatrice. Un messaggio urgente dal Comandante Ailura, devo raggiungerla immediatamente al HQ.
- Fa buon viaggio e ricordati di toglierti la sabbia dagli stivali.
- Non vorrai lasciare da solo il tuo Capitano, lo sai che ho bisogno di te Cocca.
- Non sembravi aver bisogno di me quando quel serpente ti avvolgeva nelle sue spire lussuriose.
- Probabilmente è colpa di tutto quel liquore, lo sai che tu sei l'unico sasso del mio cuore.
- Zot, mi fai sentire un calcolo renale.
- Un calcolo mitriatico casomai, una bellissima calcificazione luminosa.
- Adulatore, dai andiamo va, non facciamo rizzare il pelo ad Ailura facendola aspettare.


Sol III, da qualche parte nella sala d'attesa dell'ufficio del Cmd. Ailura.

Tutta questa agitazione non mi preannuncia nulla di buono, speriamo che non ci siano altri problemi con il Dominio... o i Borg... o i Cardassiani... o i Klingon... o i Romulani, a ben pensarci, per essere una pacifica Federazione abbiamo una lunga lista d'attesa di nemici pronti a farci la pelle. Grande Zot, potrebbe anche solo essere un'infestazione di pulci eridane. Però, Beppe ha fatto in fretta, è rimasto là dentro solo pochi minuti:
- Ehilà, Beppe! Allora andiamo a caccia di pulci?
- Pulci? Credi che i sabotatori possano essere delle pulci? Allora forse dovremmo procurarci dei naniti per la missione.
- Che io sappia sono tutti sulla Biancaneve NCC 7Noni 7Noni, e poi guarda che le pulci eridane pesano un paio di chili, possiamo farcela da noi.
- Pulci da due chili? Ma allora come si infiltrerebbero nei sistemi sabotando le comunicazioni?
- Beppe?
- Sì Cocca?
- Di cosa stiamo parlando?
- Come... di cosa? Ma del sistema di comunicazione della Flotta che viene sabotato...
- Ah, grazie, cominciavo a sentirmi in una commedia di Feydeau. Allora Capitano, mio Capitano, dove ci guiderai stavolta?
- Raggiungeremo la stazione di comunicazione e vedremo da lì, richiama tutti, si parte...

Diario di Missione

Uno dei compiti ingrati di un Primo Ufficiale è quello di dover dire al proprio equipaggio che la loro più che guadagnata licenza è stata revocata, bisogna avere polso fermo e determinazione per compiere un tale incarico e soprattutto non essere superstiziosi e credere nelle maledizioni, soprattutto quando il suddetto equipaggio è già stato costretto a subite una valutazione psichiatrica dal Comando. In un tempo ragionevole, persino per gli standard della Flotta, eravamo riusciti a prendere il largo e dirigerci verso le coordinate che il Comandante Aiulura aveva consegnato al nostro Capitano. D'accardi e Vanian erano in missione speciale per la Federazione, 'Progetto Pampers' credo si chiami, ma con tutte le interferenze le trasmissioni sui particolari erano confusi. Di un membro della Sezione Medica non avevamo alcuna notizia e rintracciarlo era impossibile, ma Beppe aveva deciso di partire lo stesso, non potevamo ritardare l'inizio della missione.
Improvvisamente De Niro diede un grido soffocato:
- Capitano, guardi
Tutti gli sguardi si rivolsero verso il visore principale e la potemmo ammirare in tutta la sua enigmatica bellezza, la Nebula Futurista.
- Capitano, una nebula, perché non ci facciamo un salto?
- No ragazzi, sapete che lo avete promesso a Becco, per questa volta niente Nebule
- Oh, Capitano, solo un saltino, facciamo in un attimo.
- Dovete essere forti, pensate a qualcos'altro, magari un buco nero.
- Mandiamoci almeno una sonda, una piccolina, per favore...
- NO! Sarebbe come imbrogliare, dobbiamo dimostrare la nostra forza d'animo.
- Ma non è giusto, così vicina eppure così lontana...
- Andiamo, per consolarvi poi vi faccio prendere doppia porzione di Nutella al prossimo party.
- Uahhh, volevo la Nebula...
- E andiamo, siamo Ufficiali della Flotta Stellare o ragazzini che stanno giocando?
- ...
- ...
- ...
- Allora, ci dovete pensare ancora molto?
- Beh, non è una domanda da poco, ci lasci il tempo di riflettere.

Il povero Beppino abbassò gli occhi all'inferno e sospirò sconsolato, talvolta il peso del comando gli pesa proprio, povero slurpino mio.
Stavo per promettere al mio Beppe una doppia porzione di riso fritto, panacea che non manca mai di tirargli su il morale, quando le porte del Ponte si sono aperte ed una scatoletta piena di quello che a prima vista sembrava latte, è entrata galleggiando a mezz'aria, ai suoi lati erano fissate un paio di forbici da parrucchiere e un asciugamano. La visione fece gelare tutti; Boregh, che stava sedendosi, sbagliò mira e finì rovinosamente in terra cominciando a lamentarsi a voce alta, e un klingon di due metri e rotti può farlo a voce veramente molto alta.
- Infermeria, abbiamo un ferito in plancia, sbrigatevi. Boregh, la prego, soffra in silenzio sta facendo vibrare le paratie.

L'incidente a Boregh ci aveva distratti dalla scatola misteriosa, cosicché quando il Capitano, girandosi, se la vide galleggiare a pochi centimetri dal naso, fece un balzo indietro quasi calpestando il ferito.
- Che un angelo ti strozzi con l'aureola, che diavolo sarebbe 'sta cosa?
La scatoletta iniziò ad emettere luce azzurrognola e trasmettere una voce accattivante e blesa:
- Capitano, sono lieto di fave la sua conoscenza, mi chiamo Tax Ibisont V e sono il nuovo pavvucchiere di bovdo.
- Il nuovo cosa? Chi l'ha mandata qui? È forse amico del maestro di ballo? - gridò Beppe.
- Pev cavità, quel pavvenu. No vede, son qui gvazie ad una nuova linea tempovale, un attimo pvima sono all'Academy insieme ad un gvosso dvago, pvonto a libevave i miei fvatelli simbionti Trill e un attimo dopo voilà, eccomi su questa mevavigliosa astvonave con un impulso ivvefvenabile a tagliav capelli. Anzi, ova che ci penso, mi sembva che i suoi siano lunghini Capitano, le va una scovciatina?
- Vade retro, tosatore vermoso, i miei capelli non si toccano.
- Prova solo a guardarli i bellissimi boccoli del mio Beppino e di te rimarrà solo il ricordo. - Grazie Cocca, ma so cavarmela anche da solo con le scatole.
- Uh, non c'è bisogno di inquietavsi. Comunque, se qualcuno volesse approfittave della mia expevtise, mi tvovevà sul Ponte 4, subito dopo la pizzevia. E così dicendo, la vaschetta dondolante prese l'elevatore e scomparve alla nostra vista.
Non ci eravamo ancora ripresi da quell'incontro che una voce nasale eruppe sul Ponte di Comando:

"Starfleetel Sticaphone, messaggio gratuito: l'utente non è abilitato al tipo di chiamata richiesto"

- Che cosa...
- Mi spiace Capitano, stavo solo tentando di mandare un aggiornamento della nostra posizione al Comando di Flotta e questo è il risultato. Sembra ci siano delle interferenze.
- Ma no, non mi dica, e chi l'avrebbe detto. Guardi se almeno le comunicazioni interne la nave sono funzionanti, devo fare un annuncio.
- Comunicazioni aperte Signore.
- Qui è il Capitano che vi parla: debbo farvi le congratulazioni da parte del Presidente della Flotta Stellare per l'ottimo lavoro svolto nella missione con i Sergiss. Naturalmente mi unisco a lui nel complimentarmi con tutti voi per il vostro apporto, mi avete reso fiero di essere il vostro capitano. Mi raccomando, ricordatevi che la missione è da considerarsi classified, in altre parole tenete il becco chiuso se volete avere un futuro nella Flotta, anzi se volete avere un futuro qualsiasi. Il Capitano chiude.
- Bel discorso Beppe, tra la sviolinata e la garrota.
- Che vuoi Cocca, la ciurma va tenuta sempre sul filo del rasoio.

Mentre Beppe ed io discutevamo sul metodo migliore di come gestire una nave, arrivoò una notizia devastante dalla sezione medica: il membro della Sezione Medica che non eravamo riusciti a trovare era deceduto. Le notizie erano scarse e frammentarie, dovute alle interferenze ma T'Mik stava dandosi da fare per ottenere altre informazioni. Beppe ed io ci siamo guardati, finora la morte era stata solo una finzione olografica, nella realtà non l'avevamo mai affrontata direttamente, certo non era morto durante una missione ma sia Beppe che io ci sentivamo responsabili, questo era il nostro equipaggio, i nostri ragazzi. De Niro interruppe le nostre tristi elucubrazioni:
- Capitano, siamo arrivati al pianeta da cui provengono le interferenze.
Beppe si scosse e inizioò a dare gli ordini per lo sbarco:
- De Niro, ci metta in orbita. Frruuu, Renzi, Rael, Rogers, Kelley, Magnum, Jacket, Van Bajark, sbarcate sul pianeta, ispezionatelo fino a che trovate qualcosa, ma, mi raccomando, non commettete imprudenze, non voglio perdere nessun'altro oggi.
Mestamente, senza alcun entusiasmo, ci siamo avviati verso la sala teletrasporto.


Da qualche parte sul pianeta.

Appena arrivati sul pianeta mi accorsi che qualcosa non andava: non riuscivo a muovermi con la mia solita leggerezza ma lasciavo un solco di parecchi centimetri, mi sentivo come se avessi sulle spalle tutti e 50.000 i miei coincubanti.
- Grande Zot, mi sento un po' giù. Non badate a me, Rael, Rogers, Kelley, Magnum, andate in avanscoperta, tutti gli altri mi seguano.
Non avevo finito di dirlo che il resto della squadra di sbarco si era distesa sul terreno e aveva iniziato a strisciare:
- Molto, molto divertente. Il prossimo spiritosone gli passeggio sulle gengive. Alzatevi e datevi una mossa!
- Non faccia così Numero Uno, lo abbiamo fatto per tirarla sù.
- Già, in mancanza di un paranco, facciamo quel che che possiamo.
- Invece di chiacchierare tanto, datevi un'occhiata intorno, io da qua sotto non vedo una mizzica.
- Non sembra ci sia molto da vedere, forse abbiamo sbagliato pianeta.
Effettivamente avevamo avuto dei problemi nella lettura dei sensori dovuti ad un difetto di fabbricazione della cartografa di bordo, Arianna Field. Sbagliare pianeta con una simile schiappa era una possibilità concreta, stavo per chiamare Beppe per dirgli di tirare il collo alla Field quando ricevetti una comunicazione da Rael:
- Numero Uno, abbiamo trovato qualcosa, proprio dietro la collina a nord.
- Rael, dimmi subito se quello che avete trovato sono i resti di un picnic o qualcosa che potrebbe interferire con le trasmissioni della Federazione.
- C'è un'intera valle piena di trasmettitori radio, però mi spiace, non riesco a vedere neanche una tovaglia a quadretti.
Lo sapevo che eravamo passati troppo vicino a quella nebula:
- Massima allerta, vi raggiungiamo subito.
Sfortunatamente la mia andatura rese quel 'subito' una mera illusione relativistica. Quando riuscii a raggiungere il resto della squadra di sbarco ero senza fiato e avevo lasciato dietro di me un solco che poteva eguagliare quello del meteorite che sterminò i dinosauri. Dalla sommità della collina si vedeva una selva di trasmettitori radio, coi loro enormi dischi rivolti verso il cielo.
- Non è il pianeta sbagliato dopotutto. Avete già avvertito il Capitano?
- Ci abbiamo provato ma non siamo sicuri che abbia capito, le interferenze sono fortissime.
- Esploriamo il luogo e vediamo se riusciamo a scoprire qualcosa di interessante, sparpagliatevi a ventaglio ma rimanete a contatto visivo.
Volevo passare in testa e guidare la squadra ma mi accorsi che non riuscivo più a muovermi, mi sentivo schiacciata sempre più al suolo, probabilmente sarei andata più veloce se mi fossi interrara ma non ero sicura che sarei riuscita a riemergere; per quanto umiliante, avevo bisogno di una mano:
- Ehm, non è che qualcuno di voi mi darebbe una spintarella, mi sono, come dire, ingolfata.
Sentivo benissimo che ridacchiavano ma non ero in posizione di lamentarmi, comunque, dopo quella spinta iniziale, fui in grado di muovermi, lentamente ma almeno non facevo più la figura di un fermaporta. Davanti a me vidi Rogers inciampare nella radice di un albero e cadere rotolando lungo tutto il fianco della collina, Van Bajark e Renzi si tuffarono al suo inseguimento, cercando di rallentarne la caduta, purtroppo riuscirono a raggiungerlo solo alla fine della discesa. Arrivai per ultima e Van Bajark si affrettò ad informarmi sulle sue condizioni:
- La rotula destra è uscita dal suo alloggiamento, un paio di costole sono incrinate, vari tagli ma per ora nulla di grave, certo dovrebbe tornare al più presto alla nave.
- Dobbiamo finire la ricognizione, con tutte quelle interferenze non capirebbero neppure quello che è successo. Van Bajark lei rimanga qui. Cip, Ciop voglio dire... Kelley, Magnum, rimanete di guardia, noi continuiamo l'esplorazione.
I tralicci dei trasmettitori si estendevano per chilometri attorno, noi continuavamo a cercare un indizio, una traccia, qualcosa che ci portasse a rivelare chi aveva creato tutto questo, improvvisamente Jacket mi chiamò:
- Frruuu, Signore, penso di aver trovato il pannello di controllo dell'intera stazione.
- Ottimo lavoro, Signor Jacket. Guardi se resce a tracciare il segnale di provenienza.
- Non c'è problema: basta seguire le indicazioni, spingo qui, alzo là, calibro lì sotto et voilà...
Un pannello sul davanti del trasmettitore si aprì di colpo, emozionati ci facemmo avanti per ispezionarne l'interno, dopo averlo guardato attentamente dissi:
- A meno che quel water non sia un'antenna ben dissimulata, questo mi pare un gabinetto.
- Uhm, effettivamente. Forse ho frainteso qualcuna di queste iscrizioni...
- Ma solo un filino. Crede di riuscire a scoprire il corretto funzionamento?
- Penso basti premere quel tasto sopra il water e lo sciacquone.
- NON del gabinetto, del pannello.
- Ah, certo, certo, mi lasci solo studiare un poco questa iscrizione qua.
- Faccia con comodo.
Lasciai Jacket alle prese con il suo pannello e con il resto della squadra continuai ad esplorare l'intorno. Continuavo ad arare il terreno e l'umidità che ne veniva mi creava dei problemi reumatici ai miei poveri gangli, in compenso si era alzato un forte vento che mi screpolava la crosta superiore, il clima ideale per passarci le ferie:
- Signor Frruuu, sono Van Bajark, le condizioni di Rogers sono peggiorate, non riesco più a sentire le pulsazioni della gamba, devo portarlo immediatamente sù.
- Frruuu ad Afrodite, abbiamo un ferito, teletrasportate a bordo Rogers e Van Bajark.
- Zzzz Vocinazzxf Coccafrrrzhh teletrasportzzxfffzz zzguastoz zzffxxripararezz zxfffzzzztempozzz xxxresistetefffzzzx...
- E che ponfa, ma ci andasse bene una cosa che è una. Afrodite sbrigatevi, qui la situazione è seria.
- Robert, c'è un problema col teletrasporto cerchi di fare quello che può.
- Farò il possibile.
Mi guardai intorno per cercare il resto della squadra, stavano ancora ispezionando l'intorno, cercando di ripararsi dalle forti folate che spazzavano la valle.
- Signor Frruuu, sono riuscito a decifrare il codice, guardi...
- Signor Jacket, se adesso si apre la porta dello sgabuzzino la mando a tagliarsi i capelli da Tax... a zero!
- Non si preoccupi guardi, era una scatola cinese, la porta per accedere alla sala di controllo è posta nel bagno.
Incredibile a credersi, una porta si era aperta nella parete di destra del gabinetto, dopo aver ordinato a Rael di rimanere fuori di guardia, entrammo in una sala illuminata solo dagli innumerevoli apparecchi accesi che rendevano l'atmosfera molto natalizia:
- Datevi da fare, scoprite da dove proviene il segnale e cercate un modo per spegnere l'intero impianto.
Jacket iniziò subito a darsi da fare e non ci mise molto a triangolare la posizione del pianeta da cui proveniva il segnale. Soddisfatta, uscii per richiamare la nave e vedere se finalmente potevano tirarci sù:
- Frruuu, Signore, ho scoperto una cosa riguardo questo pianeta; la sua gravità è molto più alta di quella terrestre.
- Ma va! Non mi dica e io che pensavo di essere ingrassata.
- Pensavo le avrebbe fatto piacere avere una conferma.
- Felice proprio. Mi dica, piuttosto: come va Rogers?
- Ho fatto quel che potevo ma devo portarlo al più presto in Infermeria.
Proprio in quel momento, con un tempismo perfetto, chiamoò il Capitano.
- Fzzzxteletrasporto riparatozxfxxx tenersi prontifzzxx.
- Abbiamo terminato, potete teletrasportaci tutti a bordo.
- zxxffzottimoxxzzfz.

Il barlucicchio del teletrasporto mise fine alla nostra missione sul pianeta. Feci rapporto a Beppe e andai in Infermeria per controllare che la gravità così alta non mi avesse danneggiato, prima di allontanarmi, Beppe mi informò che ci sarebbe stata una veglia funebre in sala ologrammi fra due ore. Con tutto l'eccitamento dello sbarco sul pianeta mi era quasi dimenticata, quasi.
Sui tavoli campeggiavano boccali di birra e mucchi di sacchetti di noccioline, ognuno di noi prese un boccale, e si voltò in silenzio verso il Capitano:
- Siamo qui riuniti per rendere omaggio a uno dei nostri. Senza di lui il vostro Capitano probabilmente non sarebbe ciò che è ora. Lui ha indicato la via a tutti noi, folli, ironici, fantasiosi giocatori.
A Douglas Noël Adams, addio e grazie per tutte le risate.
Bevemmo in silenzio, sgranocchiando noccioline ed asciugandoci i lacrimoni. Beppe mi raggiunse e sussurrò:
- Diavolo Cocca, non volevo far piangere tutti!
- Non farti prendere dal panico, Beppe, abbiamo tutti il nostro asciugamano


GM Frruuu
XO
USS Afrodite NCC-1863

Log Mission: 5