Appena letto il messaggio sul suo terminale Jidtzia ebbe un black out. Lo lesse diverse volte prima di capirne il senso, credeva addirittura che fosse uno scherzo.
Non sapendo cosa fare decise di farlo vedere a sua madre per avere un'altra opinione:
"Ti ho sempre detto che state fuori, ma questo! - fu la sua risposta - Di un po', vi siete sbronzati spesso durante il viaggio?"
Allora Jidtzia provò con suo padre... ma con scarso successo:
"Senti, io non ho tempo per le tue cretinate. Che sono questi... pizzaioli olografici? E le... pattine? Mica ho fatto tutti questi sacrifici per farti vivere in un festino perenne!
Ti vuoi trovare un lavoro serio? Oh, che credi: non ti mantengo in eterno... vieni qui! Dove vai che non ho ancora finito..."
Ovviamente le lettere in cui descriveva la vita di bordo avevano notevolmente impressionato i suoi genitori.
Se è uno scherzo - pensò - farò fare quattro risate all'imbecille che me lo ha mandato... e poi lo gonfio! Se invece non è uno scherzo ne approfitterò per scandagliare la mia psiche!
Jidtzia arrivò in perfetto orario all'appuntamento, tutta "tirata a lucido" per fare una buona impressione su colui che il Comando definiva il Supremo.
"Buon pomeriggio Guardiamarina."
"Buon pomeriggio Signore."
"Dunque, direi di non perdere altro tempo e di iniziare immediatamente. Ho constatato che i convenevoli rendono più nervosi i soggetti. Lei ricopre il ruolo di Capo Ingegnere,
ma la sua specializzazione è diversa..."
"Oh, ma a me va bene uguale!" (Spudorata menzogna! - pensò - Se è Betazoide sono nella cacca!!)
"E va bene uguale anche al Capitano? - continuò Bottino - So che avete avuto dei problemi i primi giorni".
"Tutto superato, Signore".
"Uhm...Ora le farò delle domande; risponda con sincerità. Non sia così tesa: è solo una chiacchierata informale. Pronta?"
Jidtzia rispose con una risatina isterica.
"Quanto fa sette per otto?"
"Come dice Signore?"
Quanto fa sette per otto?
Silenzio, poi: "Ah, ho capito!! Certo, certo è per via del dodici meno tre che fa undici! Oddio, ma credevo che fosse tutto chiarito! Vede, quel giorno stavamo lavorando ad un filtro
per le frequenze subspaziali in modo da potenziarne una classe particolare... sembra che l'olonovela del Capitano non si vedesse bene. Comunque, per verificare l'esattezza delle nostre previsioni,
facciamo sempre delle ipotesi teoriche prima di mettere in opera le modifiche, abbiamo chiesto in prestito un oscilloscopio modificato in analizzatore di spettro. Ora, eseguire misure di tensione
in dominio della frequenza con uno strumento arrangiato non è facile. Pensi che avevamo letture solo in dB, cioè ogni volta per avere il valore della ddp dovevamo calcolare 10*log in base 10 (A/(2)^0.5)
dove A è..."
"Calcoli che possono essere fatti dal computer."
"Magari! Il programma di calcolo si impappina con i logaritmi ecco perché chiesi ad Alighieri di installare il Win 25 ma non ha voluto. Fortunatamente abbiamo potuto usare anche la RMS però abbiamo
dovuto passarre dalla FFT alla DFT perdendo in risoluzione del segnale. Per individuare la banda passante ci siamo serviti del fit quadratico per la W* e poi di calcoli vari per gli estremi della banda...
solo che invece di una retta ottenemmo una specie di scodella messa di traverso".
"Cosa c'entra tutto questo con la mia domanda?"
"Quale domanda? Oh,oh si! Volevo spiegarle che dopo una simile giornata è normale che anche i calcoli più banali fossero out. Pensi che ad un certo punto sullo schermo sono apparse scritte in cinese!
Ah, però devo ammettere che ci siamo divertiti, soprattutto quando W* teorico è coinciso con W* sperimentale, nell'ambito degli errori è ovvio. Bello, veramente bello!?"
"Ma non ha ancora risposto alla mia domanda. Va bene, andiamo avanti: di quanti gradini è composta la scala per arrivare al suo alloggio?"
Ancora silenzio, quindi: "Veramente non sapevo ce ne fosse una". Il giovane Ufficiale divenne di fuoco, poi aggiunse: "Io ho sempre usato il turboascensore". concluse in un fiato.
"Mi riferivo ai tubi di Jefferies." - rispose glaciale il Supremo - Lasciamo andare. Mi dica:
"Oddio, io ho un gatto anzi gatta, Schumacher detta Schumy o ancora Schu Schu, dolce vero? Bhe anche lei è dolce dolce! Ehm... poi Argo l'avvoltoio, Geppo il gatto cioè stregatto del Capitano,
per un breve periodo Anubi il cane di Vlad che poi sarebbe il fratello figo del Capitano Maxwell. Quindi quattro all'ultima conta, ma non ne sono sicura dal momento che sulla nostra nave
c'è sempre un bel po' di movimento. Direi che sono un numero k compreso fra 3 e n con n minore di infinito".
"Potrebbe essere piu precisa?"
"Sinceramente mi riesce difficile: vede ultimamente abbiamo avuto un gran da fare e quindi non ho prestato molta attenzione al numero e alla "natura" dei nostri ospiti".
"La Flotta Stellare avrebbe da ridire in merito: un buon ufficiale deve sempre mantenersi informato soprattutto per quanto concerne la vita di bordo. Cambiamo argomento, la mia prossima domanda
le sembrerà piuttosto strana, ma considerando le voci che mi sono giunte è necessaria: Ha mai preso a testate un comignolo?"
"L'armadio va bene lo stesso? Cioè, durante gli esami del Liceo ero così nervosa che qualche volta... in realtà solo due... ho preso a testate l'armadio. Ma... ma poi mi sono limitata a far volare
i libri" Poi si affrettò ad aggiungere: "Ora vado regolarmente in palestra e va molto meglio".
"Mi descriva con parole semplici i vostri sentimenti riguardo le Nebule".
"Non parlerei di sentimenti. Io le ritengo semplicemente un interessante fenomeno scientifico, anche se ne ho viste alcune così belle da farmi pensare al profumatissimo e saporitissimo zucchero filato!
Ha mai assaggiato il gusto fragola-lampone?"
"Le ricordo che sono io a fare le domande. Ha visto qualche bel film ultimamente?"
"No", rispose telegrafica. Poi aggiunse: "Mi scusi Signore, vedo che lei continua a prendere appunti. Cosa ne pensa di me? Cioè crede ancora necessario accertare l'entità della mia salute mentale?".
"Risponderò alla sua domanda alla fine del colloquio. Procediamo: di che colore è la sua uniforme?"
"Perché: non ci vede? Scusi ma mi sembra una domanda banale! A meno che lei non sia daltonico oppure appartenga ad una Razza che non è in grado di percepire i colori. È così?"
"Nessuna delle due. Lasci stare Guardiamarina, si tratta di una tecnica psicoanalita sperimentale. Ora, questa domanda è cruciale: voglio che risponda con la massima sincerità:
fa mai sogni concernenti i suoi Professori d'Accademia?"
"Ehm... si, mi è capitato. Glieli racconto? Glieli racconto!! In realtà solo uno mi è rimasto particolarmente impresso. Vediamo, ah stavamo combattendo con l'ennesimo oscilloscopio impazzito e non riuscivamo
a capirci niente così chiedemmo aiuto alla Sezione Scientifica. Loro ci mandarono Vinsar. Poi ha iniziato a piovere, non nel sogno ma nella realtà perché ero qui sulla Terra in licenza, e la pioggia nel
sogno si è trasformata in una pioggia di T cioè proprio di T! Io non riuscivo più ad effettuare la misura perché non mi ricordavo se erano o meno i semiperiodi dell'onda quadra e intorno c'era il caos
perché chi scappava di qua chi scappava di là. Insomma: non si capiva un ciufolo! Ho pensato di chiedere aiuto a Vinsar e l'ho visto che si riparava sotto un ombrello. Mi ha detto: "Meglio inserire una resistenza
in più. Brrr scusate, un resistore". A quel punto mi sono svegliata. Che significa?"
"Le ho già detto e ripetuto che sono io a fare le domande. Qual è il codice a barre del chinotto?
"80561552"
"Sicura?"
"Veramente no, sa: a me non piace il chinotto".
"Un'ultima domanda: è soddisfatta del suo Capitano?"
Jidtzia si agitò, vistosamente a disagio sulla sedia, attirando su di sé penetranti occhiate del Supremo.
"Avanti, non abbia timore. Con me può parlare apertamente: sono tenuto al segreto professionale. Andiamo, ne approfitti tiri fuori tutto!"
"Sissignore. Allora ... Alighieri è un buon ufficiale... è molto... attento"
"Ma..."
"Ma... io... cioè... forse dovrebbe essere... più comprensivo!"
"Sia più chiara".
"Ho passato un periodo terribile, ma non ho sentito neanche una parola gentile da lui. D'accordo, è un Demone della Terra di Sotto... però il suo servizio nella Flotta
dovrebbe avergli insegnato ad avere maggiore riguardo dei bisogni delle altre specie senzienti! Soprattutto se stanno attraversando un momento molto molto delicato!"
"Ah, siamo arrivati al nocciolo del problema! Mi parli di questo suo momento delicato"
"Ecco... avevo un ragazzo, Benton Fraser, un civile. Ci siamo conosciuti l'ultimo anno di Accademia e poi ci siamo fidanzati. Cioè non messi insieme ma proprio fidanzati
perché lui, poco prima che arrivasse l'assegnazione all'Afrodite, mi aveva chiesto di sposarlo ed io avevo accettato. Non avevamo ancora fissato la data perché prima volevamo
trovare un appartamento a San Francisco..."
"E... vada avanti!"
"Oh, in realtà c'è ben poco da dire: Benton mi ha chiamato e mi ha detto che non sopportava più il nostro rapporto a distanza ed ha troncato!
Le lascio immaginare la profonda depressione nella quale sono caduta, ma mi creda non ho mai, e sottolineo mai, trascurato il mio lavoro! Ah se solo sapesse quanto sono stata male! Pensi che..."
Un'ora e quindici minuti dopo:
"... Ovviamente mica ne aveva parlato in precedenza! Benton sapeva perfettamente qual era il mio lavoro; vedendomi con l'uniforme della Flotta si poteva equivocare?
Le sue incertezze però non sono mai saltate fuori! 'Tutto Okay', diceva. Cos'è: il mito del supermacho? Ed io che credevo di conoscerlo bene! A mia difesa devo dire che dopo
il romantico weekend a Roma non avrei mai immaginato che anche lui cadesse nei soliti luoghi comuni. Lasci che le racconti di quella volta in cui..."
Due ore più tardi:
"... Era così attento ai minimi dettagli! Mio Dio che perfezionista! A volte mi dava l'impressione che camminasse con i paraocchi perché una volta presa una decisione quella era
e non prendeva in considerazione quello che gli stava intorno. Oh però non mi fraintenda: la sua determinazione era fra le cose che amavo di più in lui.
E poi era così dolce! Come dimenticare quel mese in cui mi faceva recapitare un mazzolino di fresie, sì sono i miei fiori preferiti, ogni giorno! Per non parlare di quando..."
Il sole tramontava quando Jidtzia, svariate ore dopo il suo: "in realtà c'è molto poco da dire" scagliò la raffica finale contro Benton:
"... Quindi me lo spieghi un po' lei: che fine ha fatto il suo giuramento d'amore eterno? Alla minima difficoltà è kaput. Dottore? Dottore!"
L'espressione comatosa del Bottino era indice sicuro che il Consigliere aveva raggiunto la saturazione.
"Cosa? Ehm... stava dic... Ma che ore sono?"
Bottino aveva provato a bloccare il fiume di parole che fuoriusciva dalla bocca della ragazza ma ne era stato travolto e dopo aver tentato dispereratamente di venirne a galla
era crollato, restadone sommerso!
"È tardissimo! Abbiamo finito Signore? Bene perché ho un appuntamento! È stato un piacere parlare con lei! Ah, mi sento molto meglio: mi ci voleva questa bella chiacchierata!
Ora affronterò la cena con spirito diverso! Devo scappare... e mi raccomando, se capita a Luxor venga a trovarmi! Bye bye!"
"Aspetti! Ha un appuntamento? Quindi ha già dimenticato quel Fraser!"
"Come dimenticato! È con lui che vado a cena!"
GM Jidtzia Ta Nutri
CEO
USS Afrodite - NCC-1863