Stretti corridoi si allungavano contorti tra pareti di coloratissimi oggetti dalle
irriconoscibili forme impilati l'uno
sull'altro, dal soffitto pendevano squallide luci che combattevano la gravitaà per mezzo
di fili annodati su loro stessi,
Frruuu sentì un rumore dietro di lei ma il corridoio era così stretto che non poté
voltarsi. Il rumore si fece sempre più
vicino e, come ogni cosa sconosciuta, sempre più angosciante. Frruuu cercò di allontanarsi
veloce ma il rumore la seguì
avvicinandosi. Ormai in preda al panico, Frruuu sbatté contro le pareti facendole
ondeggiare... come un Mosè siliceo che
attraversava un mare multicolore. Improvvisamente sentì qualcosa che la colpiva sulla
schiena fermandola, si girò appena e vide
il volto del Capitano Picard che con una smorfia crudele le agitava qualcosa davanti gli
occhi:
"La chiave, guardamarina, ha dimenticato la chiave"
Frruuu si svegliò di soprassalto mandando a gambe all'aria Beppe che dormiva nel letto
sovrastante e facendo ringhiare Geppo che
le dormiva sui gangli.
"Cosa.... cosa... che succede?" Biascicò Beppe ancora mezzo addormentato, mentre tentava
di districarsi dalle coperte, Frruuu non
riusciva ancora a rispondere col cuore che le batteva all'impazzata.
"Scusa, Beppino, ho avuto un incubo" - riuscì finalmente a dire Frruuu. Da quando erano in
viaggio per raggiungere il pianeta da
cui proveniva il segnale che stava disturbando l'intero sistema di comunicazione della
Federazione, si erano succeduti notte dopo
notte, e più si avvicinavano alla loro meta più diventavano strani e angoscianti. Beppe
non se la prese più di tanto, apparentemente
anche lui ne stava avendo uno e il brusco risveglio provocato dalla horta lo aveva salvato
dalla decapitazione da parte di una folle regina:
"Sai una cosa, Cocca, niente cosciotto d'agnello con peperoni la sera" - disse il
Capitano; non ci volle molto però prima che tutti
e tre gli abitanti della cabina fossero nuovamente profondamente addormentati, e ci volle
ancora meno prima che Frruuu non ripiombasse
in un incubo...
... rettangoli vuoti, era circondata su ogni lato da rettangoli vuoti, delimitati solo da
una fine linea nera, Frruuu si dirigeva ora
a destra, ora a sinistra, in alto, in basso ma sulla sua strada incontrava solo quei
maledetti rettangoli completamente vuoti.
Dopo molto girovagare vide, in lontananza, qualcosa che si muoveva, districandosi tra
quegli spazi vuoti, Frruuu arrivò alla sua meta:
all'interno di uno di quei rettangoli, proprio al centro, vide la forma roteante di una
nebula, densa e marrone. La horta si avvicinò
ad un enorme tricorder lì vicino ed iniziò a scansionare la nebula: "Saccarosio, oli
vegetali, nocciole, lattosio, latte scremato in
polvere, proteine del latte, emulsionante, lecitina di soia, aromi... mentre leggeva i
dati riguardanti la nebula, che mano a mano
apparivano sul display gigante del tricorder, Frruuu si faceva sempre più incredula:
"Grande Zot ma..." improvvisamente la nebula si
ingigantì tanto da inghiottire il primo ufficiale senza che questa avesse neppure la
possibilitaà di gridare.
Frruuu si sentiva ancora scossa dopo la notte trascorsa a sfuggire da uno psicotico
capitano Picard e da una oleosa nebula.
Si era sentita in colpa quando, la mattina dopo, aveva notato scure occhiaie sul viso del
suo Capitano:
"Grande Zot, Beppino, è colpa mia?" - chiese Frruuu indicando le occhiaie.
"Non preoccuparti Cocca: stanotte ho fatto il sogno più faticoso della mia vita..."
"Spero che la protagonista non fosse quella ballerina verdognola che abbiamo incontrato
nel deserto" - fece Frruuu scherzando
solo a metaà. Beppe sbuffò impaziente:
"Un giorno o l'altro te lo racconterò, adesso andiamo a mangiare, sto morendo di
fame!"
Si avviarono insieme verso la Sala Mensa, forse una sana colazione poteva sostituire una
sana notte di sonno. La Sala Mensa
non era molto affollata a quell'ora. Frruuu notò però che tutti avevano la tipica faccia
stropicciata di gente che aveva
passato una brutta nottata.
"Non è che siamo passati vicino ad una nebula marrone, vero Beppe?" - chiese Frruuu,
rabbrividendo al ricordo dell'incubo.
Beppe sembrò non notare l'abbinamento di colore con l'oggetto stellare:
"De Niro mi avrebbe avvertito; no credo proprio che dovrò parlarne col dottore, magari è
un virus mutante dell'influenza" -
ghignò Beppe. Fecero una veloce colazione, poi Frruuu lasciò Beppe in Sala Mensa a parlare
col medico, riguardo la strana
attivita onirica che aveva colpito il suo equipaggio, e si diresse verso il Ponte di
Comando.
Il viaggio proseguiva senza eventi degni di nota. Non che Frruuu si lamentasse: ogni tanto
un poco di traquillità serviva a
distenderle le rughe. Improvvisamente dagli altoparlanti della nave si diffusero le dolci
note di una antica ballata italoromagnola.
il Primo Ufficiale e il Capitano si guardarono interrogativamente:
"Il nostro maestro di ballo ha cambiato genere?"
"Non credo Cocca: ho paura che le interferenze causate da quel pianeta si stiano facendo
più subdole" - Se Frruuu avesse avuto degli
occhi, adesso sarebbero stati rivolti verso il cielo. Di tutte le interferenze che avevano
subito, questa si prospettava come la più fastidiosa.
Finalmente arrivarono in vista dal pianeta. Purtroppo il file che il Comando aveva cercato
di mandargli, con tutti i dati relativi
alla loro meta, era arrivato criptato e i suoi uomini ancora non erano riusciti a
decifrarlo. Jacket era arrivato solo al 73,8% della
decrittazione. Si trovavano, perciò, davanti un pianeta di cui non sapevano assolutamente
nulla e, considerata la loro fortuna,
era probabilmente abitato da dinosauri vampiri naziskin.
"Beppe, ma i Tyrannosauri sapevano anche volare?" - chiese allarmata Frruuu. Alighieri la
squadrò sorpreso:
"I Tyrannoche?" - Frruuu gli rispose come da lontano, quasi in trans:
"Tyrannosauri, Tyrannosauri con la zucca pelata e un sacco di svastiche appese al collo.
Con lunghi canini forati pronti a succhiare
il sangue delle loro vittime, le avvolgono nel loro lungo mantello, e così muoiono, con un
terribile grido d'agonia soffocato in gola
mentre denti a sciabola gli dilaniano il collo" - terminò mono tono. Sulla plancia era
sceso il silenzio, tutti fissavano il primo
ufficiale a bocca aperta. Anche il capitano non sapeva che rispondere. Con gli occhi
sbarrati si volse a guardare il visore principale,
quasi aspettandosi di vedere veramente arrivare un enorme dinosauro succhiatore di sangue.
Frruuu parve riscuotersi da un sogno a
occhi aperti. Si accorse di essere la protagonista degli sguardi inebetiti di tutti i
presenti, sorridendo imbarazzata disse:
"Ehm... se le horta non si fanno otto ore di sonno tranquillo diventano un pochino... come
dire... paranoiche?" - indurendo poi il
tono della voce aggiunse - "Forza, circolare, non c'è nulla da vedere".
Beppe diede ordine a Da Nee di controllare con la Field, il guardiamarina incaricata della
Cartografia Stellare, i dati proveniente
da quel pianeta. Per passare il tempo, aspettando che la Field desse finalmente segni di
vita, l'equipaggio iniziò a raccontarsi i
sogni che affligevano le nottate di tutti. Frruuu, che ne aveva abbastanza dei suoi,
cercava di ignorare i racconti pieni di
particolari orrorifici che il personale di Plancia si stava scambiando. Tra un matrimonio
all'aria e una nebula nutellifera onnivora,
Da Nee avvertì il Capitano che ben tre navi della Federazioni si stavano avvicinando alla
loro posizione.
"Apra un canale di collegamento multiplo, Rael" - ordinò Beppe, curioso. Pochi secondi
dopo, il visore principale mostrava tre quadranti
con altrettante faccie di Capitani: Erik Tomas McCartney della Efesto; Nova T'hy'la K.
Slerek della Cronos; Gregory Ferrando della
Selene. Sembravano tutti appastanza sorpresi di essersi ritrovati in quello che sembrava
la Convention delle Bagnarole:
"Qui è il Capitano Jean... ehm... Giuseppe Alighieri, della nave Federale Afrodite" -
Frruuu scosse la testa, chissaà com'è, quella
frase faceva molto più effetto quando era il pelato a dirla.
"Qual buon vento!?" chiese sorridendo Nova.
"Già... che cosa vi ha portato in questa parte sperduta dello spazio?" - chiese sempre più
curioso Beppe.
"Siamo in missione speciale per conto di Ailoura" - replicò Erik.
"Anche noi" - risposero in coro gli altri.
Frruuu si rese conto che Ailoura era infida come tutti i gatti, anche se aveva raggiunto
lo stadio evolutivo dei Sapiens. I quattro
Capitani andarono avanti ancora qualche minuto a lamentarsi del metodo di scelta della
Flotta, poi a McCartney venne l'idea di
invitare tutti i capitani ed i loro primi ufficiali sulla Efesto per prendere un tipico tè
delle cinque alla scozzese.
"Ottima idea, credo che ci troviamo tutti d'accordo, vero?" - disse Beppe. Tutti
annuirono. Il consigliere Becco scelse quel momento
per intromettersi nella conversazione:
"Eccellente, è molto importante promuovere la collaborazione tra gli ufficiali ma non
dobbiamo dimenticare anche la bassa manovalanza.
Perché non invitiamo tutti sulla nostra nave per un Nutella Party?" - proclamò Becco,
seraficamente inconsapevole degli sguardi
assassini che tutta 'la bassa manovalanza' gli stavano inviando. Beppe, rosso in volto,
cercò di parare il colpo:
"Ma certamente gli equipaggi saranno troppo impegnati..." - gli altri capitani non gli
fecero neppure finire la frase:
"Ma no, ma no, il mio equipaggio ha certamente bisogno di distrarsi" - disse Nova.
"Ma sì, diamogli un po' di respiro alla ciurma" - concordò Ferrando. Vistosi ormai
nell'impossibilità di rifiutarsi, Beppe, con un
sorriso gelato sul viso, dovette confermare l'invito di Becco. Fece un cenno a
DaNee:
"Perfetto! Un'ultima cosa: vi stiamo trasmettendo le specifiche delle pattine..." -
sguardi stupiti corsero sui visi dei Capitani:
"Le... cosa?" - chiesero quasi all'unisono. Beppe rispose succintamente che la loro donna
della pulizie non avrebbe permesso a nessuno
di inoltrarsi per i corridoi della Afrodite senza il suddetto attrezzo. Ancora un poco
stupiti, i Capitani diedero il loro assenso e
dopo aver preso accordi per l'incontro delle cinque e zero zero sulla Efesto, la
comunicazione venne chiusa. Appena il visore si
spense, Alighieri si voltò come una furia verso Becco:
"Sulla mia nave sono io quello che fa gli inviti, chiaro? Adesso chi glielo dice ad
Ernestina?" - urlò furente al consigliere.
Questi aveva un sorriso stiracchiato, non si aspettava certo una simile reazione:
"Ma Capitano, mi è sembrato gentile ricambiare l'invito, e poi abbiamo Nutella in
quantità...".
"Adesso va LEI da Ernestina e le dice di preparare la Sala Mensa per il Party" - sibilò il
capitano. Becco impallidì ma aveva visto
gli occhi di Alighieri diventare di bragia e non osò contraddirlo; con la coda tra le
gambe, il consigliere andò in cerca della
terribile donna delle pulizie della Afrodite. Frruuu decise che era meglio se andava a
controllare lo stato della Sala Teletrasporto.
Avrebbero fatto una ben magra figura se fossero arrivati sulla Efesto rovesciati per poi
esplodere. L'umore di Beppe non sarebbe
certamente migliorato. Appena entrata in Sala Teletrasporto, vide l'addetto che armeggiava
sotto la consolle. Improvvisamente vide
levarsi un fil di fumo:
"Pinkerton, attento!" - gridò allarmata Frruuu, avvertendo il tecnico. Vide che questi
bypassò freneticamente alcuni chip e il fumo si diradò.
"Che diavolo stai facendo?" - chiese furente la horta. Il guardiamarina tentò di
spiegare:
"Beh, stavo tentando un upgrade, per rendere..."
"... anche capace di grigliare?" - finì per lui il Primo Ufficiale - "Rimetti tutto come
stava: toccare i delicati equilibri di queste
consolle può essere fatale!" - Proprio in quel momento ricevette una chiamata da Beppe che
l'avvertiva che era ora di prepararsi per
l'incontro sulla Efesto. Dando un'ultima occhiataccia a Pinkerton, Frruuu si avviò verso
il suo alloggio.
Tutti bardati nella loro alta uniforme (che per la horta significava trasformarsi in un
bigné glassato con una enorme mantella bianca)
si avviarono alla Sala Teletrasporto; avevano deciso di portare in dono al Capitano
McCartney un barattolo gigante di nutella e un
mazzo di fiori, su cui Geppo stava cercando di farsi le unghie. Una volta arrivati, Beppe
venne raggiunto da una chiamata:
"Capitano, sono Da Nee: siamo riusciti finalmente a decodificare il file. Nel giro di
qualche ora dovremmo avere il documento
completamente decrittato" - disse compiaciuta la voce di Da Nee attraverso il
comunicatore; Beppe si complimentò per il lavoro ben
svolto. Chiusa la comunicazione salì con Frruuu sulla pedana. Il vibrante brillio del
teletrasporto li stava già avvolgendo che Frruuu
vide che dalla consolle del teletrasporto si stava alzando un fil di fumo:
"Pinkerton, atten..." - tentò di avvertire l'addetto ma erano già arrivati nella Sala
Teletrasporto della Efesto.
"... to" - non riuscì a trattenersi. Beppe la guardò interrogativamente; Frruuu non voleva
confessare davanti ad estranei in quale
stato erano le consolle della Afrodite, perciò fece segno a Beppe di lasciar perdere. Ad
accogliere la strana coppia c'era il Capo
della Sezione Medica, una dottoressa olografica con tutti gli elettroni al punto giusto.
Frruuu notò in lei una certa aria da gatta
morta che non le piacque affatto. Ma soprattutto non le piacque il sorriso sornione del
suo Capitano:
"Se vuoi posso lasciarvi soli!" - disse acida. Beppe la guardò senza capire.
"Sì, sì! Fai pure il finto tonto: prima quella ballerina verde vomito, adesso questa
biondona... se stai cercando di dirmi che ti sei
stancato di me non avresti potuto trovare argomenti meno diretti?" - concluse amara. Beppe
si stava davvero arrabbiando:
"Se stai entrando in qualche strana fase hortiana, dimmelo, così mi preparo. Ma non ti
azzardare un'altra volta a farmi certe scenate
quando siamo in mezzo ad altri ufficiali, pure vestiti in alta uniforme" - e così dicendo
si mise a camminare tre passi avanti la sua
cocca. Frruuu capì che forse aveva esagerato. Probabilmente la mancanza di sonno le stava
provcurando più danni di quello che lei
stessa fosse disposta ad ammettere. Doveva trovare il modo di farsi perdonare, e trovare
il modo di farsi una passatina sull'emettitore
della Dottoressa. Questa li scortò fino al Bar di Prora. Frruuu notò che il tartan
abbondava ovunque e che i normali trilli che
accompagnano le operazioni delle navi federali erano stati sostituiti con lo struggente
suono delle cornamuse. Prima che potesse
notare qualcos'altro, furono entrambi ingolfati nel poderoso abbraccio di McCartney:
"Benvenuti a bordo amici miei, benvenuti" - li salutò con voce tonante il capitano. Prese
il barattolone di Nutella, ringraziandoli
profusamente, il mazzo di fiori invece venne quasi ignorato, sbattuto in braccio al suo
Primo Ufficiale. Dietro il bancone un
ferenghi stava già versando dei liquidi dal sospetto contenuto alcolico. Dopo qualche
minuto di conversazione per far fischiar le
orecchie agli alti papaveri dell'Accademia, il gruppo fu raggiunto dal Capitano Ferrando e
dal suo secondo Signor Lames. Ripresero
le libagioni (i muffin al riso fritto fecero impazzire Frruuu) e le chiacchiere. Li
raggiunsero alla spicciolata anche gli altri
capitani e primi ufficiali, tranne quello della Cronos, impegnato su altri fronti. Si
parlò dell'effetto 'William Ryker', del forcone
di Beppe e di come era utile a rimestare il riso fritto; delle missioni segrete affidate
da una gatta infingarda; di cavoli e di re.
Quando il livello alcoolico degli ufficiali fu uguale al debito estero di un Paese del
Terzo Mondo del XXI secolo, Eric McCartney
iniziò a cantare accompagnandosi con la cornamusa:
"Sai una cosa, Beppe? Inizio a rimpiangere 'Romagna Miaì - confidò Frruuu a Beppe dopo
pochi minuti di una straziante nenia scozzese.
Il Capitano Nova, data un'occhiata all'ora, si ricordò di un improvviso impegno e, quasi
scappando, salutò la compagnia invitandola
a bordo della Cronos:
"Così potrete ammirare il nostro galeone, il Morning Star" - gridò quando era già in un
punto lontano nel corridoio. Gli altri
approfittarono dell'interruzione per proporre l'inizio delle Olimpiadi Scozzesi:
divertimento a lungo promesso da McCartney.
La prima prova consiteva nel suonare una 'Cornamusa Sversa', ossia riempita di ottimo
whyskey. Vincitore, di parecchie lunghezze, fu
Geppo, il gatto infernale del Capitano Alighieri, l'unico ancora che riusciva a reggersi
in piedi e solo perché era già per sua natura
a quattro zampe. La seconda prova consisteva nel 'Lancio del Cardo Avariato' contro
fotografia del Principe del Galles. Vidi che il
Principe del Galles assomigliava molto ad un ferengi.
"Ecco cosa capita a sposarsi tra consanguinei" - pensò non troppo chiaramente Frruuu.
Questa prova fu vinta dal capitano della Efesto
che sembrava come posseduto da una furia interiore, tanta era la foga con cui colpiva
quella povera foto. Alla terza prova Frruuu era
sicura di riportare una schiacciante vittoria: si trattava infatti di una gara a coppie:
il 'Trasporto degli Ubriachi' in cui
il più lucido deve trasportare il più brillo fino a destinazione, ma la horta non aveva
fatto i conti con la testardaggine di uno
scozzese ubriaco:
"Uhm, Capitano, penso di essere io quella che la deve trasportare" - tentoò di ragionare
Frruuu.
"Non sia mai che un McCartney sci faccia portare da una scignora... hic... e poi hic...
sciono lucidisscimo" - biascicò lo scozzese.
"Essere di sesso femminile non mi impedisce di essere fatta di solida roccia, Capitano:
non può farcela" - lo implorò ancora una
volta Frruuu, ma già Eric stava tentandola di caricarsela sul groppone. Fu il risultato
più scarso degli ultimi quattro secoli:
ben sette centimetri sette prima che il Capitano della Efesto finisse annientato dal peso
della 'donzella' e dalla quantitaà
industriale di alcool in cui stavano annegando i suoi ultimi globuli rossi. Frruuu vide
Ferrando trasportare Bonvicino, il Primo
Ufficiale della Efesto, vittorioso oltre il traguardo, mentre lei tentava di scendere dal
corpo spiattellato di McCartney senza
evaporarlo. Per fortuna, l'ultima fatica riguardava una gara di poesia, in sanscrito
antico masticando tabacco e haggis, e Frruuu
sapeva che la Afrodite poteva contare sul discendente diretto di Dante Alighieri. Sperava
inoltre che i lunghi anni di convivenza
con Beppe le avessero fatto assorbire un poco della sua maestria nel declamare poemi. A
quel punto dell'incontro non erano rimasti
molti concorrenti, infatti il Capitano Ferrando si era ritirato, anche perché tra l'alcool
e la fatica di trasportare il suo
Numero Uno oltre l'ostacolo, aveva serie difficoltà ad aprire correttamente la mandibola.
Frruuu si fece avanti e iniziò a declamare
un'antica poesia del XX Secolo, solo di recente scoperta in alcuni scavi presso
Brescia:
Disse l'oste al vino
Tu mi diventi vecchio.
Ti voglio maritare all'acqua del mio secchio.
Fai le pubblicazioni
Sposo l'idrolitina del Cavalier Gazzoni!
Spuntarono lacrime tra gli occhi cisposi del pubblico. McCartney accennò qualche nota alla
cornamusa per esprimere la sua
commozione. Venne poi il turno del Capitano Giuseppe Alighieri che, schiarendosi la voce e
masticando tabacco e haggis, iniziò.
Il tuono di applausi che seguirono l'attonito silenzio alla fine della poesia, decretarono
senza ombra di dubbio chi fosse il
vincitore della gara.
A fine giornata, dopo aver salutato e ringraziato il Capitano della Efesto per
l'ospitalità e gli altri ospiti per la cordialità,
Frruuu, Beppe e Geppo si avviarono alla loro nave, sognando solo di potersi togliere la
scomoda divisa da alta uniforme ed infilarsi
nel loro letto a smaltire la sbornia.
Appena teletrasportati, però, ad accoglierli trovarono Ernestina Scramiglio: l'ultima
persona nell'universo da desiderare di
incontrare se si era sbronzi:
"CAPITANO, LO SA COSA HANNO FATTO QUEI VANDALI IN SALA MENSA? MI TOCCHERÀ PULIRE PER UNA
SETTIMANA! C'È NUTELLA APPICCICATA
DAPPERTUTTO..." - e continuò con un tono di voce che poteva forare lastre d'acciaio,
seguendo il Capitano e il Primo Ufficiale fino
al loro alloggio; e rimase ad urlare anche quando la porta le si chiuse in faccia:
"QUESTO CON PICARD NON SAREBBE MAI ACCADUTO!"
Beppe e Frruuu, troppo stanchi e troppo poco lucidi, non ebbero la forza di replicare. Si
buttarono sul letto e dopo poco un
lieve russare s'accompagnò alle urla che ancora giungevano dal corridoio.
GM Frruuu
XO
USS Afrodite NCC-1863