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GM Frruuu
Mission: 6 — Afrodite in Wonderland
 Stardate 10203.23
Prologo

Stretti corridoi si allungavano contorti tra pareti di coloratissimi oggetti dalle irriconoscibili forme impilati l'uno sull'altro, dal soffitto pendevano squallide luci che combattevano la gravitaà per mezzo di fili annodati su loro stessi, Frruuu sentì un rumore dietro di lei ma il corridoio era così stretto che non poté voltarsi. Il rumore si fece sempre più vicino e, come ogni cosa sconosciuta, sempre più angosciante. Frruuu cercò di allontanarsi veloce ma il rumore la seguì avvicinandosi. Ormai in preda al panico, Frruuu sbatté contro le pareti facendole ondeggiare... come un Mosè siliceo che attraversava un mare multicolore. Improvvisamente sentì qualcosa che la colpiva sulla schiena fermandola, si girò appena e vide il volto del Capitano Picard che con una smorfia crudele le agitava qualcosa davanti gli occhi:
"La chiave, guardamarina, ha dimenticato la chiave"
Frruuu si svegliò di soprassalto mandando a gambe all'aria Beppe che dormiva nel letto sovrastante e facendo ringhiare Geppo che le dormiva sui gangli.
"Cosa.... cosa... che succede?" Biascicò Beppe ancora mezzo addormentato, mentre tentava di districarsi dalle coperte, Frruuu non riusciva ancora a rispondere col cuore che le batteva all'impazzata.
"Scusa, Beppino, ho avuto un incubo" - riuscì finalmente a dire Frruuu. Da quando erano in viaggio per raggiungere il pianeta da cui proveniva il segnale che stava disturbando l'intero sistema di comunicazione della Federazione, si erano succeduti notte dopo notte, e più si avvicinavano alla loro meta più diventavano strani e angoscianti. Beppe non se la prese più di tanto, apparentemente anche lui ne stava avendo uno e il brusco risveglio provocato dalla horta lo aveva salvato dalla decapitazione da parte di una folle regina:
"Sai una cosa, Cocca, niente cosciotto d'agnello con peperoni la sera" - disse il Capitano; non ci volle molto però prima che tutti e tre gli abitanti della cabina fossero nuovamente profondamente addormentati, e ci volle ancora meno prima che Frruuu non ripiombasse in un incubo...
... rettangoli vuoti, era circondata su ogni lato da rettangoli vuoti, delimitati solo da una fine linea nera, Frruuu si dirigeva ora a destra, ora a sinistra, in alto, in basso ma sulla sua strada incontrava solo quei maledetti rettangoli completamente vuoti. Dopo molto girovagare vide, in lontananza, qualcosa che si muoveva, districandosi tra quegli spazi vuoti, Frruuu arrivò alla sua meta: all'interno di uno di quei rettangoli, proprio al centro, vide la forma roteante di una nebula, densa e marrone. La horta si avvicinò ad un enorme tricorder lì vicino ed iniziò a scansionare la nebula: "Saccarosio, oli vegetali, nocciole, lattosio, latte scremato in polvere, proteine del latte, emulsionante, lecitina di soia, aromi... mentre leggeva i dati riguardanti la nebula, che mano a mano apparivano sul display gigante del tricorder, Frruuu si faceva sempre più incredula: "Grande Zot ma..." improvvisamente la nebula si ingigantì tanto da inghiottire il primo ufficiale senza che questa avesse neppure la possibilitaà di gridare.

Diario di Missione

Frruuu si sentiva ancora scossa dopo la notte trascorsa a sfuggire da uno psicotico capitano Picard e da una oleosa nebula. Si era sentita in colpa quando, la mattina dopo, aveva notato scure occhiaie sul viso del suo Capitano:
"Grande Zot, Beppino, è colpa mia?" - chiese Frruuu indicando le occhiaie.
"Non preoccuparti Cocca: stanotte ho fatto il sogno più faticoso della mia vita..."
"Spero che la protagonista non fosse quella ballerina verdognola che abbiamo incontrato nel deserto" - fece Frruuu scherzando solo a metaà. Beppe sbuffò impaziente:
"Un giorno o l'altro te lo racconterò, adesso andiamo a mangiare, sto morendo di fame!"

Si avviarono insieme verso la Sala Mensa, forse una sana colazione poteva sostituire una sana notte di sonno. La Sala Mensa non era molto affollata a quell'ora. Frruuu notò però che tutti avevano la tipica faccia stropicciata di gente che aveva passato una brutta nottata.
"Non è che siamo passati vicino ad una nebula marrone, vero Beppe?" - chiese Frruuu, rabbrividendo al ricordo dell'incubo. Beppe sembrò non notare l'abbinamento di colore con l'oggetto stellare:
"De Niro mi avrebbe avvertito; no credo proprio che dovrò parlarne col dottore, magari è un virus mutante dell'influenza" - ghignò Beppe. Fecero una veloce colazione, poi Frruuu lasciò Beppe in Sala Mensa a parlare col medico, riguardo la strana attivita onirica che aveva colpito il suo equipaggio, e si diresse verso il Ponte di Comando.

Il viaggio proseguiva senza eventi degni di nota. Non che Frruuu si lamentasse: ogni tanto un poco di traquillità serviva a distenderle le rughe. Improvvisamente dagli altoparlanti della nave si diffusero le dolci note di una antica ballata italoromagnola. il Primo Ufficiale e il Capitano si guardarono interrogativamente:
"Il nostro maestro di ballo ha cambiato genere?"
"Non credo Cocca: ho paura che le interferenze causate da quel pianeta si stiano facendo più subdole" - Se Frruuu avesse avuto degli occhi, adesso sarebbero stati rivolti verso il cielo. Di tutte le interferenze che avevano subito, questa si prospettava come la più fastidiosa.

Finalmente arrivarono in vista dal pianeta. Purtroppo il file che il Comando aveva cercato di mandargli, con tutti i dati relativi alla loro meta, era arrivato criptato e i suoi uomini ancora non erano riusciti a decifrarlo. Jacket era arrivato solo al 73,8% della decrittazione. Si trovavano, perciò, davanti un pianeta di cui non sapevano assolutamente nulla e, considerata la loro fortuna, era probabilmente abitato da dinosauri vampiri naziskin.
"Beppe, ma i Tyrannosauri sapevano anche volare?" - chiese allarmata Frruuu. Alighieri la squadrò sorpreso:
"I Tyrannoche?" - Frruuu gli rispose come da lontano, quasi in trans:
"Tyrannosauri, Tyrannosauri con la zucca pelata e un sacco di svastiche appese al collo. Con lunghi canini forati pronti a succhiare il sangue delle loro vittime, le avvolgono nel loro lungo mantello, e così muoiono, con un terribile grido d'agonia soffocato in gola mentre denti a sciabola gli dilaniano il collo" - terminò mono tono. Sulla plancia era sceso il silenzio, tutti fissavano il primo ufficiale a bocca aperta. Anche il capitano non sapeva che rispondere. Con gli occhi sbarrati si volse a guardare il visore principale, quasi aspettandosi di vedere veramente arrivare un enorme dinosauro succhiatore di sangue. Frruuu parve riscuotersi da un sogno a occhi aperti. Si accorse di essere la protagonista degli sguardi inebetiti di tutti i presenti, sorridendo imbarazzata disse:
"Ehm... se le horta non si fanno otto ore di sonno tranquillo diventano un pochino... come dire... paranoiche?" - indurendo poi il tono della voce aggiunse - "Forza, circolare, non c'è nulla da vedere".
Beppe diede ordine a Da Nee di controllare con la Field, il guardiamarina incaricata della Cartografia Stellare, i dati proveniente da quel pianeta. Per passare il tempo, aspettando che la Field desse finalmente segni di vita, l'equipaggio iniziò a raccontarsi i sogni che affligevano le nottate di tutti. Frruuu, che ne aveva abbastanza dei suoi, cercava di ignorare i racconti pieni di particolari orrorifici che il personale di Plancia si stava scambiando. Tra un matrimonio all'aria e una nebula nutellifera onnivora, Da Nee avvertì il Capitano che ben tre navi della Federazioni si stavano avvicinando alla loro posizione.
"Apra un canale di collegamento multiplo, Rael" - ordinò Beppe, curioso. Pochi secondi dopo, il visore principale mostrava tre quadranti con altrettante faccie di Capitani: Erik Tomas McCartney della Efesto; Nova T'hy'la K. Slerek della Cronos; Gregory Ferrando della Selene. Sembravano tutti appastanza sorpresi di essersi ritrovati in quello che sembrava la Convention delle Bagnarole:
"Qui è il Capitano Jean... ehm... Giuseppe Alighieri, della nave Federale Afrodite" - Frruuu scosse la testa, chissaà com'è, quella frase faceva molto più effetto quando era il pelato a dirla.
"Qual buon vento!?" chiese sorridendo Nova.
"Già... che cosa vi ha portato in questa parte sperduta dello spazio?" - chiese sempre più curioso Beppe.
"Siamo in missione speciale per conto di Ailoura" - replicò Erik.
"Anche noi" - risposero in coro gli altri.
Frruuu si rese conto che Ailoura era infida come tutti i gatti, anche se aveva raggiunto lo stadio evolutivo dei Sapiens. I quattro Capitani andarono avanti ancora qualche minuto a lamentarsi del metodo di scelta della Flotta, poi a McCartney venne l'idea di invitare tutti i capitani ed i loro primi ufficiali sulla Efesto per prendere un tipico tè delle cinque alla scozzese.
"Ottima idea, credo che ci troviamo tutti d'accordo, vero?" - disse Beppe. Tutti annuirono. Il consigliere Becco scelse quel momento per intromettersi nella conversazione:
"Eccellente, è molto importante promuovere la collaborazione tra gli ufficiali ma non dobbiamo dimenticare anche la bassa manovalanza. Perché non invitiamo tutti sulla nostra nave per un Nutella Party?" - proclamò Becco, seraficamente inconsapevole degli sguardi assassini che tutta 'la bassa manovalanza' gli stavano inviando. Beppe, rosso in volto, cercò di parare il colpo:
"Ma certamente gli equipaggi saranno troppo impegnati..." - gli altri capitani non gli fecero neppure finire la frase:
"Ma no, ma no, il mio equipaggio ha certamente bisogno di distrarsi" - disse Nova.
"Ma sì, diamogli un po' di respiro alla ciurma" - concordò Ferrando. Vistosi ormai nell'impossibilità di rifiutarsi, Beppe, con un sorriso gelato sul viso, dovette confermare l'invito di Becco. Fece un cenno a DaNee:
"Perfetto! Un'ultima cosa: vi stiamo trasmettendo le specifiche delle pattine..." - sguardi stupiti corsero sui visi dei Capitani:
"Le... cosa?" - chiesero quasi all'unisono. Beppe rispose succintamente che la loro donna della pulizie non avrebbe permesso a nessuno di inoltrarsi per i corridoi della Afrodite senza il suddetto attrezzo. Ancora un poco stupiti, i Capitani diedero il loro assenso e dopo aver preso accordi per l'incontro delle cinque e zero zero sulla Efesto, la comunicazione venne chiusa. Appena il visore si spense, Alighieri si voltò come una furia verso Becco:
"Sulla mia nave sono io quello che fa gli inviti, chiaro? Adesso chi glielo dice ad Ernestina?" - urlò furente al consigliere. Questi aveva un sorriso stiracchiato, non si aspettava certo una simile reazione:
"Ma Capitano, mi è sembrato gentile ricambiare l'invito, e poi abbiamo Nutella in quantità...".
"Adesso va LEI da Ernestina e le dice di preparare la Sala Mensa per il Party" - sibilò il capitano. Becco impallidì ma aveva visto gli occhi di Alighieri diventare di bragia e non osò contraddirlo; con la coda tra le gambe, il consigliere andò in cerca della terribile donna delle pulizie della Afrodite. Frruuu decise che era meglio se andava a controllare lo stato della Sala Teletrasporto. Avrebbero fatto una ben magra figura se fossero arrivati sulla Efesto rovesciati per poi esplodere. L'umore di Beppe non sarebbe certamente migliorato. Appena entrata in Sala Teletrasporto, vide l'addetto che armeggiava sotto la consolle. Improvvisamente vide levarsi un fil di fumo:
"Pinkerton, attento!" - gridò allarmata Frruuu, avvertendo il tecnico. Vide che questi bypassò freneticamente alcuni chip e il fumo si diradò.
"Che diavolo stai facendo?" - chiese furente la horta. Il guardiamarina tentò di spiegare:
"Beh, stavo tentando un upgrade, per rendere..."
"... anche capace di grigliare?" - finì per lui il Primo Ufficiale - "Rimetti tutto come stava: toccare i delicati equilibri di queste consolle può essere fatale!" - Proprio in quel momento ricevette una chiamata da Beppe che l'avvertiva che era ora di prepararsi per l'incontro sulla Efesto. Dando un'ultima occhiataccia a Pinkerton, Frruuu si avviò verso il suo alloggio.

Tutti bardati nella loro alta uniforme (che per la horta significava trasformarsi in un bigné glassato con una enorme mantella bianca) si avviarono alla Sala Teletrasporto; avevano deciso di portare in dono al Capitano McCartney un barattolo gigante di nutella e un mazzo di fiori, su cui Geppo stava cercando di farsi le unghie. Una volta arrivati, Beppe venne raggiunto da una chiamata:
"Capitano, sono Da Nee: siamo riusciti finalmente a decodificare il file. Nel giro di qualche ora dovremmo avere il documento completamente decrittato" - disse compiaciuta la voce di Da Nee attraverso il comunicatore; Beppe si complimentò per il lavoro ben svolto. Chiusa la comunicazione salì con Frruuu sulla pedana. Il vibrante brillio del teletrasporto li stava già avvolgendo che Frruuu vide che dalla consolle del teletrasporto si stava alzando un fil di fumo:
"Pinkerton, atten..." - tentò di avvertire l'addetto ma erano già arrivati nella Sala Teletrasporto della Efesto.

"... to" - non riuscì a trattenersi. Beppe la guardò interrogativamente; Frruuu non voleva confessare davanti ad estranei in quale stato erano le consolle della Afrodite, perciò fece segno a Beppe di lasciar perdere. Ad accogliere la strana coppia c'era il Capo della Sezione Medica, una dottoressa olografica con tutti gli elettroni al punto giusto. Frruuu notò in lei una certa aria da gatta morta che non le piacque affatto. Ma soprattutto non le piacque il sorriso sornione del suo Capitano:
"Se vuoi posso lasciarvi soli!" - disse acida. Beppe la guardò senza capire.
"Sì, sì! Fai pure il finto tonto: prima quella ballerina verde vomito, adesso questa biondona... se stai cercando di dirmi che ti sei stancato di me non avresti potuto trovare argomenti meno diretti?" - concluse amara. Beppe si stava davvero arrabbiando:
"Se stai entrando in qualche strana fase hortiana, dimmelo, così mi preparo. Ma non ti azzardare un'altra volta a farmi certe scenate quando siamo in mezzo ad altri ufficiali, pure vestiti in alta uniforme" - e così dicendo si mise a camminare tre passi avanti la sua cocca. Frruuu capì che forse aveva esagerato. Probabilmente la mancanza di sonno le stava provcurando più danni di quello che lei stessa fosse disposta ad ammettere. Doveva trovare il modo di farsi perdonare, e trovare il modo di farsi una passatina sull'emettitore della Dottoressa. Questa li scortò fino al Bar di Prora. Frruuu notò che il tartan abbondava ovunque e che i normali trilli che accompagnano le operazioni delle navi federali erano stati sostituiti con lo struggente suono delle cornamuse. Prima che potesse notare qualcos'altro, furono entrambi ingolfati nel poderoso abbraccio di McCartney:
"Benvenuti a bordo amici miei, benvenuti" - li salutò con voce tonante il capitano. Prese il barattolone di Nutella, ringraziandoli profusamente, il mazzo di fiori invece venne quasi ignorato, sbattuto in braccio al suo Primo Ufficiale. Dietro il bancone un ferenghi stava già versando dei liquidi dal sospetto contenuto alcolico. Dopo qualche minuto di conversazione per far fischiar le orecchie agli alti papaveri dell'Accademia, il gruppo fu raggiunto dal Capitano Ferrando e dal suo secondo Signor Lames. Ripresero le libagioni (i muffin al riso fritto fecero impazzire Frruuu) e le chiacchiere. Li raggiunsero alla spicciolata anche gli altri capitani e primi ufficiali, tranne quello della Cronos, impegnato su altri fronti. Si parlò dell'effetto 'William Ryker', del forcone di Beppe e di come era utile a rimestare il riso fritto; delle missioni segrete affidate da una gatta infingarda; di cavoli e di re. Quando il livello alcoolico degli ufficiali fu uguale al debito estero di un Paese del Terzo Mondo del XXI secolo, Eric McCartney iniziò a cantare accompagnandosi con la cornamusa:
"Sai una cosa, Beppe? Inizio a rimpiangere 'Romagna Miaì - confidò Frruuu a Beppe dopo pochi minuti di una straziante nenia scozzese. Il Capitano Nova, data un'occhiata all'ora, si ricordò di un improvviso impegno e, quasi scappando, salutò la compagnia invitandola a bordo della Cronos:
"Così potrete ammirare il nostro galeone, il Morning Star" - gridò quando era già in un punto lontano nel corridoio. Gli altri approfittarono dell'interruzione per proporre l'inizio delle Olimpiadi Scozzesi: divertimento a lungo promesso da McCartney.
La prima prova consiteva nel suonare una 'Cornamusa Sversa', ossia riempita di ottimo whyskey. Vincitore, di parecchie lunghezze, fu Geppo, il gatto infernale del Capitano Alighieri, l'unico ancora che riusciva a reggersi in piedi e solo perché era già per sua natura a quattro zampe. La seconda prova consisteva nel 'Lancio del Cardo Avariato' contro fotografia del Principe del Galles. Vidi che il Principe del Galles assomigliava molto ad un ferengi.
"Ecco cosa capita a sposarsi tra consanguinei" - pensò non troppo chiaramente Frruuu. Questa prova fu vinta dal capitano della Efesto che sembrava come posseduto da una furia interiore, tanta era la foga con cui colpiva quella povera foto. Alla terza prova Frruuu era sicura di riportare una schiacciante vittoria: si trattava infatti di una gara a coppie: il 'Trasporto degli Ubriachi' in cui il più lucido deve trasportare il più brillo fino a destinazione, ma la horta non aveva fatto i conti con la testardaggine di uno scozzese ubriaco:
"Uhm, Capitano, penso di essere io quella che la deve trasportare" - tentoò di ragionare Frruuu.
"Non sia mai che un McCartney sci faccia portare da una scignora... hic... e poi hic... sciono lucidisscimo" - biascicò lo scozzese.
"Essere di sesso femminile non mi impedisce di essere fatta di solida roccia, Capitano: non può farcela" - lo implorò ancora una volta Frruuu, ma già Eric stava tentandola di caricarsela sul groppone. Fu il risultato più scarso degli ultimi quattro secoli: ben sette centimetri sette prima che il Capitano della Efesto finisse annientato dal peso della 'donzella' e dalla quantitaà industriale di alcool in cui stavano annegando i suoi ultimi globuli rossi. Frruuu vide Ferrando trasportare Bonvicino, il Primo Ufficiale della Efesto, vittorioso oltre il traguardo, mentre lei tentava di scendere dal corpo spiattellato di McCartney senza evaporarlo. Per fortuna, l'ultima fatica riguardava una gara di poesia, in sanscrito antico masticando tabacco e haggis, e Frruuu sapeva che la Afrodite poteva contare sul discendente diretto di Dante Alighieri. Sperava inoltre che i lunghi anni di convivenza con Beppe le avessero fatto assorbire un poco della sua maestria nel declamare poemi. A quel punto dell'incontro non erano rimasti molti concorrenti, infatti il Capitano Ferrando si era ritirato, anche perché tra l'alcool e la fatica di trasportare il suo Numero Uno oltre l'ostacolo, aveva serie difficoltà ad aprire correttamente la mandibola. Frruuu si fece avanti e iniziò a declamare un'antica poesia del XX Secolo, solo di recente scoperta in alcuni scavi presso Brescia:
Disse l'oste al vino
Tu mi diventi vecchio.
Ti voglio maritare all'acqua del mio secchio.
Fai le pubblicazioni
Sposo l'idrolitina del Cavalier Gazzoni!
Spuntarono lacrime tra gli occhi cisposi del pubblico. McCartney accennò qualche nota alla cornamusa per esprimere la sua commozione. Venne poi il turno del Capitano Giuseppe Alighieri che, schiarendosi la voce e masticando tabacco e haggis, iniziò. Il tuono di applausi che seguirono l'attonito silenzio alla fine della poesia, decretarono senza ombra di dubbio chi fosse il vincitore della gara.
A fine giornata, dopo aver salutato e ringraziato il Capitano della Efesto per l'ospitalità e gli altri ospiti per la cordialità, Frruuu, Beppe e Geppo si avviarono alla loro nave, sognando solo di potersi togliere la scomoda divisa da alta uniforme ed infilarsi nel loro letto a smaltire la sbornia.
Appena teletrasportati, però, ad accoglierli trovarono Ernestina Scramiglio: l'ultima persona nell'universo da desiderare di incontrare se si era sbronzi:
"CAPITANO, LO SA COSA HANNO FATTO QUEI VANDALI IN SALA MENSA? MI TOCCHERÀ PULIRE PER UNA SETTIMANA! C'È NUTELLA APPICCICATA DAPPERTUTTO..." - e continuò con un tono di voce che poteva forare lastre d'acciaio, seguendo il Capitano e il Primo Ufficiale fino al loro alloggio; e rimase ad urlare anche quando la porta le si chiuse in faccia:
"QUESTO CON PICARD NON SAREBBE MAI ACCADUTO!"
Beppe e Frruuu, troppo stanchi e troppo poco lucidi, non ebbero la forza di replicare. Si buttarono sul letto e dopo poco un lieve russare s'accompagnò alle urla che ancora giungevano dal corridoio.


GM Frruuu
XO
USS Afrodite NCC-1863
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