Anche questa volta mi toccava il turno di notte. E anche questa volta mi era stato assegnato Capui. Certo,
T'Mik si era giustificata con il fatto che lei, essendo vulcaniana, aveva più bisogno di meditazione rispetto
a me che avevo anche sangue terrestre... ma come non pensare che non fosse solo la logica a muovere il mio
capo
quando preparava i turni in infermeria?
Questi erano i miei pensieri, quando il G.M. Da Nee entrò in infermeria. Subito mi accorsi che non era ferito
e non mostrava neppure i sintomi evidenti di qualche malanno. Pensai che fosse venuto a fare quattro
chiacchiere, ma mi dovetti ricredere subito. Infatti disse, senza neppure guardarmi:
- Computer, attivare programma medico olografico di emergenza.
La cosa naturalmente mi sembrò strana. Tutti sanno che il nostro MOE è stato riprogrammato personalmente da
T'Mik e ora ha le sembianze di un Selhat. La cosa ancora più strana era che Da Nee aveva iniziato a parlare
con Peppino come se fossero amici di vecchia data... non sapevo cosa fare, e, dopo essermi consultato con
Capui, giunsi alla conclusione che in realtà Da non era sveglio, ma soffriva di uno strano caso di
sonnambulismo.
- Robert, c'è una cosa sola da fare. - Disse Capui. Io annui, premetti il mio comunicatore e pronuncia le
fatidiche
parole:
- Infermeria a dottoressa T'Mik...
- Qui T'Mik, cosa c'è che non va, questa volta?
- Emergenza medica...!
Dopo qualche minuto la dottoressa arrivò trafelata (senza pattine) e guardandosi intorno ci chiese quale
grave emergenza aveva interrotto la sua meditazione. Io e Capui le facemmo segno di non parlare e bisbigliammo
sottovoce che il signor Da dormiva.
- Che cosa? E perché sta parlando con Peppino?
- Appena arrivato in Infermeria ha provato ad attivare il MOE
- Deve essere davvero fuori se non ricorda che l'abbiamo trasformato in Selhat da guardia!
- Ma perché non l'avete svegliato? Non mi piace avere sonnambuli in infermeria! - T'Mik prese il suo tricorder
e
rilevò un'insolita attività REM.
- Bhe, c'è un solo modo per vedere di che si tratta.
E così dicendo gli diede un pizzicotto. Effettivamente ora sembrava anche a me la soluzione più logica.
Da subito inizò a lamentarsi di un matrimonio mancato, e ce ne volle per convincerlo che era stato solo un
sogno. Pensavamo che fosse finita lì, ma una sorpresa ci attendeva la porta dell'Infermeria si aprì, mostrando
una lunga fila di ufficiali e civili che si lamentava dei sogni fatti: c'era chi affogava nella Nutella, chi
aveva paura che gli tagliassero la testa, chi si era trasformato in carta da gioco... sconcertante. Io e T'Mik
non sapevamo più cosa fare. Capui ci guardava sconsolato, mentre la fila si allungava. Poi qualcuno ebbe
un'idea brillante: numeretti, come al supermercato.
Dopo aver visitato molti pazienti, ciascuno in preda ai più svariati incubi, giungemmo alla conclusione che
comunque non c'era nulla di grave per l'equipaggio, si trattava semplicemente di un'insolita attività REM,
alla quale T'Mik era immune ed i cui effetti parzialmente assalivano me (credo a causa del mio retaggio
umano)
T'Mik decise di andare in sala mensa ad informare il capitano. Nel frattempo in infermeria giunse Fabiola
Renzi, accompagnata da Ciccozzi. La adagiammo subito su un lettino diagnostico e subito ci rendemmo conto che
il suo caso era alquanto più preoccupante degli altri, così decidemmo di tenerla sotto sedativi un po' più a
lungo per monitorare meglio la sua attività REM. C'è sempre stato qualcosa di insolito in Renzi, una volta
addirittura Carter avanzò l'assurda ipotesi che fosse un mutaforma... figuriamoci. Comunque dopo un po' si
risvegliò, la informammo della situazione e poi ripristinammo lo stato di sonno indotto.
Dopo un po' dagli altoparlanti si diffuse una strana musica terrestre e mentre cercavo di escludere gli
altoparlanti dell'Infermeria per non disturbare il sonno della paziente, commisi l'irreparabile. Non so come
ma cancellai un file e resi trasparente il MOE. Proprio mentre cercavo di riparare il danno, inveendo contro
il computer e di trovare un modo logico per informare T'Mik, lei tornò in Infermeria. Decisi di affrontarla di
petto.
- Che succede Robert?
- Ecco, vedi... Non è logico adirarsi per qualcosa che ormai è successo, vero?
- No, certo. Mi complimento per il tuo tentativo di autocontrollo, io non credevo che ne fossi capace!
- No, guarda, io veramente mi riferivo a te. Inavvertitamente devo aver cancellato un file dalla matrice
olografica del MOE e ora... guarda, Peppino è trasparente!
- COSA?
- Dottoressa, dicevamo che la logica...
- Non nominare quella parola. Cos'è successo al mio povero Peppino?
Effettivamente era proprio trasparente; si potevano vedere le pareti dell'Infermeria attraverso il suo
corpo.
Presto però la nostra attenzione fu distratta da Boregh, che era venuto per una visita e ne aveva approfittato
per raccontarci le sue avventure oniriche (pare fosse stato alle prese con una pianta carnivora).
Più tardi ci informarono che eravamo in orbita intorno ad un pianeta, in compagnia di tre altre astronavi
(ma non avevano detto che eravamo gli unici, audaci incaricati?). Il capitano e Fruuu erano invitati dal
capitano della Efesto, ma c'era festa anche per noi: un nutella party al quale avevamo invitato gli altri
equipaggi e che sarebbe andato avanti fino a tardi.
Io e T'Mik lasciammo Carter e Capui in infermeria, con l'ordine di continuare a monitorare Renzi e ci
dirigemmo in sala mensa, dove il clima festaiolo aveva contagiato tutti, tranne, naturalmente, la povera
Ernestina, che avrebbe poi dovuto provvedere alle pulizie. Forse avrei dovuto suggerirle di reclutare Adam
Smith come aiutante.
Alcune ore più tardi tornai in Infermeria e decisi di risvegliare Fabiola, dal momento che le sue condizioni
di salute si erano stabilizzate. Quindi la dimisi informandola che poteva riprendere le sue mansioni.
GM Robert Van Bajark
XMO
USS Afrodite NCC-1863