La dottoressa T'Mik si alzò di soprassalto. Stranamente non aveva sentito il computer che come ogni mattina
avrebbe dovuto svegliarla alle 7:00. Era molto strano, ma evidentemente non era riuscita a vincere la
stanchezza. Aveva dormito per 1.5 ore, le restanti ore della notte le aveva passate a cercare di trovare una
cura per l'improvvisa quanto bizzarra epidemia di 'sogni' che affliggeva tutto l'equipaggio. E così aveva
dovuto sopportare i casi più disparati, dal sonnambulismo a sogni a base di nutella, birra romulana, paesi
delle meraviglie e non ultimo il caso più grave, la Renzi che rifiutava di svegliarsi.
Le razze prive di logica sono così illogiche, si trovò a pensare. Ma doveva sbrigarsi. Era in ritardo per la
riunione degli ufficiali superiori.
Si precipitò in sala riunioni. Il capitano non era ancora arrivato e con aria indifferete si sedette al suo
posto.
Dopo un accurato briefing degli altri ufficiali, l'attenzione di tutti si concentrò su quella che era stata
infomalmente definita 'emergenza onirica'.
- "Capitano, dopo ripetute analisi sono giunta alla conclusione che la causa dell'attività onirica è un VIRUS".
- "Ah davvero? Questa poi..."
- "Capitano se posso permettermi..."
- "Lei taccia, Dott. Van Bajark e non mi interrompa... - La dottoressa guardò il suo secondo inarcando un
sopracciglio, unico segnale della sua crescente irritazione.
Come se nulla fosse, continuò:
- ... "È stato sicuramente contratto dalla squadra di sbarco sul pianeta dei ripetitori e poi, una volta che
loro sono risaliti a bordo, è stata diffuso per tutta la nave. I tempi di incubazione sono decisamente
irregolari e questo spiega i diversi tempi di reazione alla malattia che si sono manifestati: il caso più
grave finora è stato registrato dal signor Renzi la quale rifiuta ogni nostro tentativo di aiutarla a
svegliarsi per poter continuare a sognare".
- "Ma capitano..." - provò di nuovo a interloquire Van Bajark.
- "Dottore, la prego di smetterla di interferire nel mio rapporto"
A questo punto il capitano cominciava a diventare curioso.
- "Si può sapere cosa vuole aggiungere? Ha forse un'ipotesi alternativa?"
- "Ecco, io penso..." - ma subito T'Mik lo interruppe:
- "Per rendere giustizia al mio staff devo riferire che questa non è l'unica valutazione: il mio vice
afferma trattarsi semplicemente di stress".
- "Finalmente!" - sospirò Van Bajark sottovoce.
- "Tuttavia, devo anche aggiungere che le probabilità sono di 1 contro 34.827"
- "Sono molto basse" - rimuginò il capitano.
- "Sono anche molto precise"- sottolineò la dottoressa.
- "Non avevo dubbi su questo dottoressa. Comunque non trascurate niente, voglio una cura definitiva!"
- Sì, capitano" - risposero all'unisono i due medici.
Dopo il briefing, i due ufficiali si recano in infermeria: era necessario rimettersi immediatamente al lavoro.
Ad aspettarli c'era Carter Carter, che invece di lavorare armeggiava con un armadio.
Al loro arrivo si voltò con aria colpevole.
- "Dottoressa, io..."
- "Cosa c'è ancora? Cos'hanno sognato questa volta?"
- "Un furto"
- "Ah. Che originalità. E chi è questo paziente?"
- "No, dotoressa, non ha capito. Qualcuno ha davvero rubato il suo phaser, non è un sogno"
- "Davvero? Interessante." - La dottoressa imperturbabile si avvicinò all'armadietto dove constatò la
veridicità dell'affermazione.
A questo punto c'era una sola mossa logica da fare: chiamò la sicurezza e informò Rael dell'accaduto.
Nel frattempo decise di dedicarsi a compiti più importanti.
Proprio mentre i medici si accingevano a sperimentare le nuove cure, l'interphon si attivò e la dottoressa
fu convocata in sala teletrasporto 1 con la squadra di sbarco.
- "Le affido l'Infermeria, Robert. Mi raccomando tenga d'occhio Carter, stia lontano da Becco e visto che c'è dia anche
una spolveratina sopra gli armadi... Sa, Ernestina è così impegata. Ah dimenticavo, pensi a quel vaccino,
altrimenti il capitano la scortica vivo."
- "Agli ordini dottoressa. E si diverta"
- "Il divertimento è un'emozione umana... tuttavia farò il possibile"
La dottoressa si diresse in sala teletrasporto dove incontrò il resto della squadra di sbarco: Frruuu, Rael,
Jacket, Da Nee e TaNutri, oltre ad alcuni addetti alla sicurezza. Dopo una esortazione di Rael a tenere d'occhio il
proprio equipaggiamento per evitare ulteriori contaminazioni, la squadra di sbarco si dispose sulle
piattaforme del teletrasporto.
Non appena sbarcati sul pianeta, la dottoressa si accorse che si sentivano spari in lontananza, che da una
deduzione logica arrivò a definire di arma da fuoco. Alcuni dei passanti che avevano riconosciuto i nuovi
arrivati quali ufficiali della federazione dissero che li consideravano deboli in quanto la federazione non
passava da un centinaio d'anni a ritirare una certa 'fetta della torta'.
La dottoressa inarcò un sopracciglio e tentò di informare cortesemente gli astanti che non poteva assaggiare
nessuna torta, neppure una fetta in quanto dopo l'ultimo Nutella party aveva dovuto mettersi a dieta. Dagli
sguardi e dai risolini dei suoi compagni si accorse ben presto di aver frainteso l'offerta. Poco più tardi
fu richiamata ai suoi doveri di medico: il loro gruppo aveva attirato una folla che non faceva che importunare
con domande e pretese ma proprio in quel momento in una delle vie laterali si era formata una mega rissa tra
decine di persone di bande rivali e Jacket aveva pensato bene di esternare le sue illogicità ed impulsività
del tutto umane offrendosi da paciere. Ora giaceva a terra, pesto e dolorante, ma ancora vivo.
- "Dottore, è grave?" -chiese Frruuu con tono preoccupato.
- "No, zolo un paio di coztole rotte, un dente spezzato, un occhio nero, due dita della mano deztra spezzate e
il nazo rotto" - sputacchiò T'Mik.
- "Ehm... Dottore..."
- "Lo zo, lo zo, è tutta quezta polvere da zparo"
- "Oh beh, allora... gli dia qualcosa che lo rimetta in piedi"
- "Già fatto, Zignore, in pochi zecondi dovrebbe riprendere conozcenza."
Pochi secondi dopo, infatti, il signor Jacket era perfettamente in grado di ascoltare una ramanzina del Numero
Uno sull'importanza della prima direttiva nell'approccio alle culture primitive. La dottoressa riteneva che
tale ramanzina sarebbe stata utile anche agli altri che si erano sparpagliati in giro incuranti di ogni
possibile contaminazione: Ta Nutri stava provando uno dei mezzi di trasporto dei nativi, con scarsi risultati;
il signor Kelley si era dedicato ad uno strano gioco con i nativi che lo aveva privato del suo abbigliamento;
e altri addetti della sicurezza vevano probabilmente deciso di assaggiare le varietà di alcol locali...
Insomma, era proprio il momento di tornare a bordo. Infatti il capitano ordinò di prepararsi al teletrasporto
e informò il gruppo che l'antidoto era stato trovato, pare per merito di Carter.
Nella sala teletrasporto il dottor Carter li aspettava con l'hypspray in mano, a dir poco raggiante: aveva già
somministrato il vaccino a tutto l'equipaggio e mentre si avviavano in Infermeria iniziò a ragguagliare la
dottoressa sui dettagli della cura.
Purtroppo la questione virus non poté essere archiviata quel giorno: Jacket aveva deciso che non aveva
combinato abbastanza guai e innavvertitamente urtò una provetta che si ruppe e si sparse per tutta
l'Infermeria.
La dottoressa lo guardò con aria feroce e minacciò di ordinargli una serie di dieci sedute di psicoterapia con
Becco. Poi la logica ebbe il sopravvento e si accontentò di distaccarlo per una settimana alle pulizie,
sotto lo sguardo vigile di Ernestina.
GM T'Mik
CMO
USS Afrodite NCC-1863